“La nomina di una sola donna a direttore generale della Asl è stata oggetto in queste ore di un dibattito sul tema della parità di genere. Nel caso specifico però è bene chiarire che le nomine per i direttori generali vengono effettuate scegliendo i profili da un elenco di “candidati idonei” a ricoprire quello specifico ruolo secondo le norme vigenti. Nel caso della Puglia, l’elenco degli idonei contava 34 nomi, di cui 31 uomini e solo 3 donne. Da questa platea sono stati individuati i nuovi direttori generali, tra cui una donna. Dunque nessuna critica da parte mia all’operato del presidente o della Giunta che hanno espresso la nomina di una donna nonostante i numeri di partenza così bassi”.
Lo chiarisce in un comunicato l’assessora al Welfare della Regione Puglia, Rosa Barone, rettificando parzialmente quanto aveva scritto oggi in un post su facebook in merito alle recenti nomine dei direttori Asl da parte del governatore Michele Emiliano. “Guardando la foto che ritrae i nuovi vertici delle Asl pugliesi – aveva scritto sul canale social – si capisce che la strada è ancora lunga e c’è tanto da fare, in termini di parità di genere. Una sola donna, Tiziana Di Matteo e il resto, uomini. Sebbene il numero delle professionalità interne alle Asl sia assolutamente a netta prevalenza femminile”.
“Le mie considerazioni – chiarisce ora – erano volte a un’analisi più ampia sul perché, sebbene ci sia un’ampia presenza di donne operative nelle Asl, solo in poche (meno del dieci per cento) abbiano i requisiti richiesti dalla normativa per salire al vertice di un’azienda ospedaliera o sanitaria. Per quello che potrò, cercherò di fare il possibile affinché il numero dei candidati idonei possa contare sempre più donne in futuro per colmare questo gap di partenza. Stiamo lavorando per cambiare le cose e garantire gli strumenti per la conciliazione vita-lavoro”.








