Regna il caos nel centro-sinistra di Santeramo. La riunione decisiva di ieri sera non si è chiusa con una fumata bianca. La maggior parte dei partiti al tavolo avrebbe preferito chiudere su un nome unico, ma le primarie ormai sembrano inevitabili. I contendenti sono quattro: Michele Cardascia in quota Sinistra Italiana, Giuseppe Leo in quota Azione, Gianni Sportelli in quota Pd e Vincenzo Casone per Senso Civico.
Dopo innumerevoli incontri, la coalizione starebbe optando per le primarie il 3 aprile per sciogliere lo stallo. Si sta riflettendo se andare al voto gratuitamente o con un contributo, e sulle regole precise che ogni partito dovrà sottoscrivere per poter partecipare alla competizione. Alla riunione di ieri non hanno preso parte ‘Sinistra Italiana’ e ‘Democratici è Sereno’, lista civica dell’ex sindaco Michele D’Ambrosio: questi ultimi hanno prima messo il veto sull’entrata di Con, Senso civico e Popolari di Stea in coalizione (uscendo dalla coalizione una volta preso atto dell’allargamento del tavolo), poi hanno deciso di rientrarvi nelle scorse ore, nonostante la loro richiesta non sia stata ben accetta proprio dagli ultimi arrivati al tavolo.
Qualche giorno fa il centrodestra, di contro, annunciava la candidatura dell’avvocato Michela Nocco, figlia del noto senatore, oggi residente a Bari. Nocco è sostenuta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Orgoglio Santeramo, Amiamo Santeramo, Lei, Sud al centro. Anche nel movimento Cinque Stelle poche sono le idee, e confuse. È ballottaggio tra l’attuale presidente del consiglio comunale, Andrea Natale, e l’attuale vicesindaco Marianna Labarile. Saranno loro a contendersi l’ambita candidatura, probabilmente con una sola lista e con gran parte del consiglio comunale che non intende ricandidarsi. Il sindaco Fabrizio Baldassarre sembra ormai corpo estraneo al partito di Grillo.








