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domenica 29 Gennaio 2023
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Borgo Infernum e Falò di Sant’Antonio Abate, Giovinazzo in festa per tre giorni – IL PROGRAMMA

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Tre giorni di festa, della festa più attesa dell’inverno nel Nord Barese. Tornano dopo gli anni della pandemia i Fuochi di Sant’Antonio Abate, che con le Fanove di Castellana Grotte e la Focara di Novoli, nel leccese, rappresentano l’evento più importante legato al Santo in tutta la Puglia.

IL PROLOGO

Si parte però da questa sera, venerdì 20 gennaio, con una due giorni dedicata ai versi di Dante Alighieri. L’incantevole centro storico della cittadina adriatica sarà infatti la cornice perfetta per “Borgo Infernum”, performance itinerante da tutto esaurito, ideata ed organizzata dal Laboratorio della Scuola di Musica comunale “Filippo Cortese”, in collaborazione con la compagnia “Il Carro dei Comici” di Molfetta e con l’agenzia Evolve MCEC.

Tre gli appuntamenti al venerdì ed altrettanti al sabato, alle 18.00, alle 19.30 ed alle 21.00. Artisti, musicisti ed attori metteranno in scena i versi più intensi dell’Inferno dantesco e così il pubblico potrà incontrare Caronte, Paolo e Francesca, il Conte Ugolino, Minosse, Ulisse ed altri personaggi della straordinaria ed immortale opera del Sommo Poeta fiorentino. La direzione artistica è di Gianpaolo Sinesi.

La rappresentazione della parte più celebre della Divina Commedia coinvolgerà tutto il centro storico, con i ristoranti che proporranno menù a tema e con la AM Art Gallery che esporrà sino al 28 gennaio le opere di Giovanni Genovesi.

I FALÒ

Il fuoco, dunque, come elemento purificatore, sarà al centro anche della domenica giovinazzese. Il 22 gennaio spazio ai tradizionali falò in onore di Sant’Antonio Abate, il cui carisma è quello di mondare le anime ed essere protettore degli animali e contro il demonio.

Arderanno in 14 zone della città e quello centrale sarà in piazza Vittorio Emanuele II, dove l’accensione è prevista per le 17.30, poco dopo il tramonto del sole. Gli altri saranno in piazza Umberto I, via Marina, piazza Duomo, piazza Meschino, piazza Benedettine, Arco Cattese e via Madonna degli Angeli nel borgo antico. Nella parte “nuova” della cittadina saranno accesi i falò in via Cappuccini, piazza Garibaldi (Villa comunale), via Agostino Gioia, piazza Sant’Agostino, via Dogali e piazza Stallone.

Sulle fascine saranno apposte le crapiète, grandi recipienti in coccio o terracotta dentro cui cuoceranno le fave, che saranno quindi mescolate alle olive, accompagnate “dall fresiddè”, piccoli crostini tipici locali, ed innaffiate con buon vino rosso come vuole l’antichissima tradizione giovinazzese.

Il programma varato dagli assessorati alla Cultura ed alle Attività Produttive del Comune di Giovinazzo prevede l’accensione alle 17.30, mentre alle 19.00, in piazza Vittorio Emanuele II apriranno i gazebo delle attività artigianali ed enogastronomiche che hanno aderito all’iniziativa coordinata dall’associazione Culturaly. Tra di essi anche lo stand di Guastalla, città emiliana storicamente gemellata con Giovinazzo.

In serata, dalle 20.30, in piazza Vittorio Emanuele II si ballerà con i Terraross, gruppo folk pugliese. Poi dalle 23.00 a mezzanotte spazio al raduno accanto al grande fuoco con l’attesa del nuovo giorno sino alla mezzanotte.

Tre giorni tra fede, folklore, spettacoli e musica per rinsaldare il legame col passato e omaggiare il Santo di origine egiziana, considerato il fondatore del monachesimo cristiano ed il primo degli abati.

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