La fede calcistica ha tante sfaccettature, ma la storia che vi raccontiamo è di puro amore verso la città di Bari e la sua squadra. Riccardo Latorre, Angelo Barbone e Sergio Stragapede non sono esattamente dei ragazzini, due di loro hanno superato i 50 anni, e vivono la passione per i colori biancorossi (lo hanno fatto in serie D quando molti avevano abbandonato la barca) come movente per stare insieme, tifare e conoscere posti nuovi e gente differente.
Dopo essere stati a Venezia, Cagliari, Palermo sotto una pioggia battente, ma anche a Frosinone, Benevento, Terni ed Ascoli, domenica 9 aprile, giorno di Pasqua, hanno deciso di seguire il Bari a Bolzano utilizzando i servizi delle autolinee Flixbus. No, non è affatto la prima volta che tifosi si spostano in pullman, ma è rarissimo lo si faccia con mezzi di linea per raggiungere mete a mille chilometri di distanza.
Partiti alle 20.50 di domenica sera da via Capruzzi, congedatisi da mogli, sorelle e amici ancora riuniti per la festività, i tre sono giunti a Bologna alle 4,25 del mattino seguente e poi sono ripartiti un’ora dopo per il capoluogo altoatesino, dove in mattinata hanno potuto visitare il centro cittadino, da piazza Walther alle chiese gotiche.
“Il calcio è soprattutto un modo per conoscere nuovi luoghi, il modo di vivere nelle altre città, scoprire bellezze e cibo – ci ha detto Riccardo Latorre, nella vita uno degli assicuratori più stimati di Bari, capace di vedere una partita da un palazzo in costruzione a Gela con i tifosi locali accanto – Il Bari è una fede che non si abbandona, così come vorremmo portare in giro per l’Italia il bello della nostra città, goliardia e cultura che ci appartengono”.
“Amo l’Alto Adige dove trascorro una porzione delle mie ferie estive – ci ha ricordato Angelo Barbone, di professione ingegnere civile – ed essere stato a Bolzano per il ‘mio Bari’ è motivo di orgoglio. La prestazione dei ragazzi, il nostro tifo appassionato e questo viaggio che mi ha riportato indietro agli anni della gioventù, sono stati per me un carburante per riprendere con nuova lena la settimana lavorativa”. Dopo la visita alla città, lo stadio piccolo ma confortevole, i cori, la vittoria all’ultimo respiro e la grande festa immortalata da tv e fotografi di tutta Italia.
Infine il rientro, da Bolzano alle 19.30 e poi da Bologna verso casa alle 23.15, purtroppo su due pullman Flixbus differenti. Riccardo da una parte, Angelo e Sergio dall’altra. Quest’ultimo, che nella vita è un operatore del servizio di telecardiologia, stanco ma emozionato, nottetempo ci ha confidato: “Ho ascoltato dal mio smartphone la colonna sonora del film ‘Ultrà’ di Tognazzi, scritta da Antonello Venditti. Noi non lo siamo mai stati, ma quella musica mi ha riportato indietro ai primi anni ’90, alla mia gioventù, alle nottate senza dormire, ai treni fetidi ed alle compagnie improvvisate solo per vedere ‘la’ Bari. La felicità per aver vinto, aver rivisto mia zia che vive lì, aver guardato il paesaggio cambiare dal finestrino di un pullman. Tutto questo non ha prezzo, nemmeno il sonno lo si avverte più”.
All’alba di martedì 11 aprile il rientro a Bari. In tempo per parlare della prossima trasferta a Pisa, prendere un caffè e poi andare a lavorare. Anche questo è tifo, anche questo è amore per la maglia ed è un bel biglietto da visita per la gente che ha nel cuore due colori e sogna di tornare su grandi palcoscenici calcistici. Una storia pulita da raccontare.








