lunedì 29 Giugno 2026
  • Meteo
  • Palinsesto
  • App
  • Pubblicità
  • Redazione
  • Seguici su Discover
Telebari - News in tempo reale di Bari attualità, cronaca, sport
  • Home
  • Cronaca
  • Attualità
  • Sport
  • Eventi
  • Storie
  • Programmi
    • 91° Minuto
    • TB Sport
    • Telegiornale
  • Diretta TV
  • Contatti
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
Telebari - News in tempo reale di Bari attualità, cronaca, sport
  • Home
  • Cronaca
  • Attualità
  • Sport
  • Eventi
  • Storie
  • Programmi
    • 91° Minuto
    • TB Sport
    • Telegiornale
  • Diretta TV
  • Contatti
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
Telebari - News in tempo reale di Bari attualità, cronaca, sport
Live
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Home » Sport » ‘C’era una volta il Bari dei baresi’, Gigi De Rosa: “Dal piazzale del Flacco alle partite contro Maradona. Ma per il Bari ho detto no alla Juventus”

‘C’era una volta il Bari dei baresi’, Gigi De Rosa: “Dal piazzale del Flacco alle partite contro Maradona. Ma per il Bari ho detto no alla Juventus”

diVincenzo De Rosa
23 Maggio 2024 - Aggiornato il 10 Ottobre 2024
A A
Photo Output

© Riproduzione riservata

CondividiTwittaInvia

La nostra rubrica sul Bari dei baresi è arrivata al suo sedicesimo appuntamento. Questo, per me che scrivo, è un momento particolare perché intervisto mio padre: Gigi De Rosa. Barese verace e cresciuto nel vivaio biancorosso di Catuzzi, ha vinto, da capitano, la Coppa Italia Primavera, segnando in finale contro il Milan. Soprannominato “Maradona” per la sua tecnica sudamericana, dotato di fantasia, ha esordito in prima squadra a 17 anni, in serie B, grazie a mister Mimmo Renna in Bari-Palermo del campionato 1979-80. Nella spumeggiante stagione 1981-82, in cui i galletti hanno sfiorato la A dando spettacolo in campo, è stato l’ala offensiva del 4-3-3 di Catuzzi (35 presenze e 2 gol). Con il Bari ha giocato sino al campionato 1983-84 (anno del record in Coppa Italia) in cui con mister Bolchi ha ottenuto la promozione in serie B e ha giocato le semifinali di Coppa Italia. Ha collezionato complessivamente 86 presenze e 3 reti in campionato con la maglia del Bari. In carriera ha giocato con Pescara (promozione in serie A con Galeone), Cosenza (è una bandiera dei rossoblu), Matera (capocannoniere della squadra) e Castrovillari. In carriera, è stato capace di giocare in tutti i ruoli, divenendo un vero “jolly”. Divenuto allenatore con il massimo dei voti al master di Coverciano, ha allenato a 39 anni il Cosenza in serie B, C e D (ottenendo una salvezza miracolosa nella B 2001-02), Crotone, Pescara, Monopoli e Rende. Oggi, 61enne, è responsabile del settore giovanile del Rende e allenatore degli Allievi Under 17 della squadra calabrese.

Il Bari dei baresi è stato qualcosa di straordinario, di magico, che resterà per sempre stampato nella mente e nel cuore dei tifosi. Ancora oggi, è ricordato come il Bari più affascinante della storia.

Allora papà Gigi… cos’è per te il Bari dei baresi?

“Un grande gruppo di ragazzi volenterosi e attaccati alla maglia, che avevano fame di calcio. Abbiamo creato un precedente probabilmente unico nella storia del calcio. Facemmo davvero parlare l’Italia intera. Abbiamo fatto la storia”.

Dimmi degli aggettivi che rappresentano quel Bari…

“Fantastico perché il nostro modo di giocare e di vivere il calcio, nel contesto dell’epoca, erano davvero fantascienza. Dominante perché mettevano sotto chiunque, uscendo tra gli applausi scroscianti anche dopo una sconfitta. Bellissimo, perché era un Bari davvero bello da vedere”.

Sei stato il capitano della Primavera di Catuzzi che vinse la Coppa Italia e che in amichevole batteva la prima squadra…

“La Primavera era eccezionale. Era l’anticipo del Bari della stagione successiva di serie B. In quell’annata segnai una ventina di gol tra campionato e Coppa Italia, e presi un sacco di pali e traverse. La fascia di capitano che indossavo era anche un ruolo di responsabilità che ho sempre avuto. In finale contro il Milan, avevamo contro calciatori che hanno fatto una grande carriera: Tassotti, Evani, Incocciati, Galli, Icardi, per citarne alcuni. Qualche giocatore del Milan dell’epoca ricorda bene quella gara, nonostante siano passati tantissimi anni. Sembrava una partita di calcio professionistico: vennero a vederci migliaia di tifosi. Giocammo in maglia blu. A fine gara ci scambiammo le maglie con i ragazzi del Milan, e le indossammo durante i festeggiamenti. C’era grande rispetto degli avversari, grazie anche al mister Catuzzi che era un grande insegnante di calcio e di vita”.

A che età sei entrato nel Bari?

“A nove anni. Mi videro giocare per strada e mi portarono nel Bari. Ho fatto tutto il settore giovanile fino alla prima squadra. Giocai poco negli Allievi perché mi trasferirono subito in Primavera. Fui convocato anche nella rappresentativa Puglia di mister Leali e giocai la finale nazionale allo stadio ‘Olimpico’ di Roma, nello stesso giorno di una gara importante della Nazionale; così mi ritrovai in campo vicino ai campioni azzurri. Sotto la presidenza di De Palo non avevamo nemmeno le scarpe, mentre quando arrivò Matarrese il settore giovanile ebbe una grande espansione e noi ragazzi avemmo tutto ciò che serviva”.

Come è scoppiata la tua passione biancorossa?

“Andavo allo stadio con mio padre, sin da piccolo. Andavo a fare il tifo per Pasquale Loseto, Fasoli, Scarrone. Nel frattempo giocavo nelle giovanili e il mio sogno era giocare nel Bari. Ce l’ho fatta”.

Nel 1980 sei stato premiato al prestigioso Torneo di Cuneo come miglior giocatore della competizione…

“Era una competizione molto importante. Arrivammo terzi e fummo eliminati dalla Juventus. Ricordo bene quei momenti: mi divertii molto, facendo bei gol e numeri e mi fermavano dirigenti di club importanti”.

Ricordi un episodio particolare?

“Dopo una partita giocata con la Juventus ‘Primavera’, rimanemmo per parecchio tempo fermi negli spogliatoi, in attesa di ripartire per Bari, perché erano spariti sia il mister che i dirigenti. Era anomalo e mi chiedevo cosa fosse accaduto. A un certo punto tornarono e anticipai il mister chiedendogli cosa fosse successo. Lui mi disse ‘Gigi, stavamo parlando proprio di te. Ti vuole la Juve e stavano trattando perché ti vogliono subito. Vorresti restare qui? In quel momento, risposi di no”.

Ti sei pentito di quella scelta?

“No, perché il mio sogno era il Bari. Non potevo abbandonare la squadra. Negli anni, però, mi sono chiesto come sarebbe stata la mia carriera se avessi preso quella decisione, che non fu l’unica. Sono soddisfatto della mia carriera. Il calcio mi ha dato tanto, ma credo di averlo meritato”.

Sei stato un protagonista di quella stagione fantastica di serie B con Catuzzi. Qual è stato il tuo momento più bello?

“La partita di Rimini. Sembrava che giocassimo in casa, lo stadio romagnolo era stracolmo di baresi (circa diecimila baresi a Rimini, n.d.r.). Segnai un gol a pallonetto e vincemmo quella gara importante che ci mandò nelle primissime posizioni di classifica”.

Può interessarti

Vela d’altura, Morgan V del Canottieri Barion è Campione d’Italia: de Gemmis trionfa per la settima volta

Bari, le ceneri di Igor Protti al San Nicola: emozione e lacrime. L’ultimo giro di campo del bomber – VIDEO

San Nicola, ecco la ‘Curva Nord Igor Protti’. Il sindaco Leccese: “Qui tramanderemo i suoi valori” – VIDEO

Sei stato un pupillo di Catuzzi, visto che poi ti ha voluto anche a Pescara in B. Che rapporto avevi con lui?

“Catuzzi era come un padre. Devo tutto a lui, è stato davvero il mio maestro. Quando è andato via, sono partito di corsa a Parma per il suo funerale e sono stato molto male. Parlarne, mi fa stare male ancora oggi. Avevo un ottimo rapporto con lui. Qualche volta, nonostante fossi giovanissimo, mi prestava la sua Mercedes e mi innamorai di quell’auto. Nella mia vita ho avuto quasi sempre le Mercedes”.

La tua prima auto?

“A diciannove anni, la Charleston bordeaux-nera. Bellissima”.

Che ragazzo è stato Gigi De Rosa? Descrivi anche le tue caratteristiche tecniche…

“Sono sempre stato schivo, riservato e molto volenteroso. Sono stato privilegiato subito dalla fortuna grazie al calcio, ma non mi sono mai montato la testa. Ho fatto tanti sacrifici: a scuola andavo al ‘Santarella’ con il borsone, perché appena uscito prendevo l’autobus per l’allenamento. Giocavo per strada e da piccolissimo facevo le partite nello spiazzale del Flacco, su corso Vittorio Veneto. Poi a sette anni mi sono trasferito al San Paolo con la mia famiglia. Mi piaceva molto dribblare e fare numeri, ero rapido e avevo un buon tiro, avendo fatto tanti gol su punizione e da fuori area”.

Vivevi in una famiglia numerosa?

“Sì, eravamo sette figli e i miei genitori hanno fatto tanti sacrifici. Con i miei primi soldi da calciatore, ho aiutato la mia famiglia. Ho due figli maschi: Vincenzo e Marco, entrambi con la passione sfegatata per il calcio”.

Il tuo piatto preferito?

“Da buon barese amo la frutta di mare e il pesce. A casa sono praticamente cresciuto con le alici e le cozze, che mio padre metteva praticamente ogni giorno sulla tavola. In Calabria ho scoperto il peperoncino in tante salse e non ne posso fare a meno.”

Il tuo primo gol con la maglia del Bari?

“A Verona, nella splendida stagione 1981-82: feci un bel gol di testa. La gara finì 3-3 ma subimmo ingiustizie arbitrali anche in quella gara. Quando tornai a casa, nel mio quartiere mi accolsero da eroe. Trovai amici, familiari e tifosi a fare una grande festa”.

Raccontami un aneddoto…

“Nel 1983 giocammo gli ottavi di Coppa Italia contro la Juventus di Tardelli, Scirea, Paolo Rossi e Platini. Al ‘Della Vittoria’ feci una bella azione sulla fascia e Cabrini e Furino caddero sul terreno a causa delle mie finte e dribbling. Furino (capitano della Juventus, n.d.r.) si infastidì e mi fece un’entrata un po’ dura. Presi due pali e Zoff fece una parata miracolosa su un mio tiro. Ricordo ancora il boato del pubblico che si esaltava durante le mie azioni”.

Nel Bari ti soprannominavano ‘Maradona’. Poi con Maradona ci hai giocato contro più volte…

“Contro Maradona ci ho giocato prima quando ero nel Pescara, e poi quando militavo nel Cosenza. Fu proprio in un Napoli-Cosenza giocato allo stadio ‘San Paolo’ che gli chiesi la maglia e lui, con mia grande sorpresa, mi disse ‘Tu otto Pescara’. Erano passati ben sei anni dalla prima volta che ci affrontammo da avversari, ma si ricordò di me con grande lucidità, addirittura il numero di maglia che indossavo (il numero 8, n.d.r.). Mi disse che la maglia l’aveva già promessa e che me l’avrebbe data nella gara di ritorno. Al ritorno, però, era infortunato e al suo posto col numero 10 giocò Zola. A fine partita, mentre ero steso sul lettino dello spogliatoio, mi raggiunse Gianfranco Zola e mi disse ‘Gigi, questa te la manda Diego’. Maradona era grande non solo come calciatore”.

Le cronache dell’epoca ti consideravano un pezzo da novanta del Bari. Valcareggi, tecnico della Nazionale Under 21, disse che sei un talento naturale…

“Fui convocato spesso nell’Under 21 di B da Ferruccio Valcareggi e ci giocai anche. Vicini, invece, mi convocò spesso in Nazionale Under 21 per dei raduni. Mi disse che mi avrebbe portato con l’Under 21 alle Olimpiadi del 1984, ma in quell’anno giocai in C con il Bari e si annullò tutto. Vicini un giorno telefonò a casa e mi disse che se avesse fatto giocare un giocatore di B sarebbe scoppiato un casino. Prima in Nazionale giocavano solo quelli delle grandi squadre di A, e io giocavo in B col Bari. Ma per me è stata una grande soddisfazione”.

Il gol più bello della tua carriera?

“Con la maglia del Pescara segnai nel derby contro la Sambenedettese un gol di testa da quasi centrocampo. A un minuto dalla fine segnai l’uno a zero e lo stadio esplose. Fu un gol molto particolare e inusuale, forse un record. Un quotidiano nazionale dedicò una vignetta il giorno dopo”.

Hai segnato un gol con il Matera nel 1993-94, nel derby contro il Potenza. Un rigore con il “cucchiaio”. Lo hai fatto tu molto prima di Totti della Roma…

“L’ho fatto varie volte in carriera. Sì, è vero, l’ho fatto prima di Totti ma non penso che Francesco abbia copiato da me. Sono bellissimi ricordi”.

Hai un rimpianto nella tua carriera?

“Forse il mio carattere un po’ schivo non mi ha fatto emergere più di quello che potevo, ma sono contento. Proposte ne ho avute tante, ma quando mi trovavo bene nella società con cui giocavo, non volevo lasciarla. Sono uno dei calciatori della storia con più presenze in B”.

Che ne pensi di questa stagione negativa dei biancorossi?

“Il Bari quest’anno non è partito benissimo e con il tempo non è riuscito a cambiare marcia. Quando cambi tanti allenatori significa che i problemi ci sono. Il calcio non è una scienza. La stagione con Catuzzi, per esempio, fu splendida ma l’anno dopo retrocedemmo in C. Ecco, il calcio è anche questo. Ma non mi aspettavo assolutamente una stagione così negativa. La sto vivendo molto male perché ho Bari nel cuore”.

Sei un allenatore e hai allenato in B ottenendo salvezze importanti. Pensi che il Bari riuscirà a salvarsi ai playout con la Ternana?

“Sarà difficile perché la squadra di Breda ha un risultato su due, ma contano soprattutto le motivazioni. In quest’ultima gara dei playout bisogna dare tutto quello che si ha. La differenza la faranno anche gli episodi e la fortuna, come accade nella vita. Ma il Bari la fortuna deve andarsela anche a cercare”.

Il Bari dei baresi è irripetibile?

“Sì. I ragazzi di oggi vogliono tutto e subito e sono poco predisposti ai veri sacrifici. Noi giocavamo per strada. Penso che anche le scuole dedicano poco tempo all’attività fisica. Nei paesi nordici, per esempio, dedicano molte ore a settimana allo sport. I tempi sono anche cambiati, ma è cambiato tanto anche il calcio e le sue dinamiche. Io avevo il sogno di giocare solo nel Bari”.

 

1 Di 3
- +
Img 6687
Img 6688
Img 6689

 

© Tutti i diritti riservati, riproduzione vietata.
Vuoi leggere più notizie di Telebari su Google?

Aggiungici alle tue fonti preferite: Google potrà mostrarti più spesso le nostre notizie nei risultati.

Aggiungi Telebari alle fonti preferite

Vincenzo De Rosa

Leggi anche

Marino
Sport

SSC Bari, attese le prime mosse di Marino: nei prossimi giorni la scelta di direttore sportivo e allenatore

25 Giugno 2026
Igor Protti 2
Sport

Bari, venerdì 26 giugno tutti al San Nicola per Igor Protti: ingresso libero dalle 19.00 in Tribuna Est

23 Giugno 2026
Malagò
Sport

Malagò: “Multiproprietà? Ho parlato con Leccese. È materia del consiglio federale, non una priorità”

22 Giugno 2026

Aggiungi Telebari alle tue fonti preferite e ricevi più notizie locali nei risultati Google.

Aggiungi Telebari alle tue fonti preferite su Google

ALTRE NOTIZIE

29 06 26 Gazebo Candidatura

San Girolamo e Pane e Pomodoro, gazebo e passerelle sulle spiagge: ok al progetto da 50mila euro

29 Giugno 2026
Chiesa Carmelitani

Libertà, umidità e macchie minacciano chiesa dei Carmelitani: “Per il restauro servono 200mila euro”

29 Giugno 2026
Nuovi Treni Ferrotramviaria (8)

Ferrotramviaria approva il bilancio 2025: crescita di ricavi e investimenti, oltre 5,5 milioni di passeggeri

29 Giugno 2026
Kszaah6i San Nicola

Stadio San Nicola, ricorso al Tar contro il bando per la gestione: La Lucente chiede la sospensione

29 Giugno 2026
Cavallo Vigili Del Fuoco

Cavallo anziano non riesce più reggersi sulle zampe, i vigili del fuoco lo salvano: “Che emozione” – FOTO

29 Giugno 2026

Newsletter

Iscriviti gratuitamente alla nostra mailing list per ricevere aggiornamenti giornalieri direttamente nella tua casella di posta!
  • Chi Siamo
  • Redazione
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Standard Editoriali e Trasparenza
  • Privacy
  • Newsletter
  • App
  • Sitemap
  • News
  • In
  • Seguici su Discover
  • Radiobari
  • Teletrani
  • Sardiniapost
Per la tua Pubblicità

© Tele Bari srl - 2023 - Editore Dante Mazzitelli - Direttore Responsabile Maddalena Mazzitelli - P.iva 00412820722 - Telebari.it è una testata registrata presso il tribunale di Bari n° 449

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • In primo piano
  • Cronaca
  • Attualità
  • Politica
  • Sport
  • Eventi
  • Storie
  • Territorio
    • Bat
    • Brindisi
    • Foggia
    • Lecce
    • Taranto
  • TV
    • 91° Minuto
    • TB Sport
    • Telegiornale
    • Programmi
    • Palinsesto
  • Servizi
    • Meteo
    • App
    • Seguici su Google
  • Telebari
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Redazione
    • Per la tua Pubblicità su Telebari
    • Standard Editoriali e Trasparenza

© Tele Bari srl - 2023 - Editore Dante Mazzitelli - Direttore Responsabile Maddalena Mazzitelli - P.iva 00412820722 - Telebari.it è una testata registrata presso il tribunale di Bari n° 449