Nel periodo natalizio, la sua sala da barba nel cuore del quartiere Catino, in via Nicholas Green, periferia Nord di Bari, ha la calamita per i più piccoli. La spiegazione è tutta in quel bellissimo e grande presepe che allestisce con amore ormai da 22 anni, 33 se si contano quelli in cui lo teneva in casa.
Lui è Sebastiano Capogna, per i santospiritesi “Nino”, barbiere di professione, ciclista per passione, allestitore della più grande Natività del V Municipio esposta in un’attività commerciale. Artigiano ed anche un po’ artista, lavora al suo presepio tutto l’anno, adoperando anche materiale riciclato. Il motorino di un forno elettrico diviene utile per l’accensione delle luci, i tappi di bottiglia sono teglie per le buone focacce del fornaio, monili dismessi delle figlie diventano tendine per le abitazioni. E poi c’è la sabbia, raccolta e spruzzata sulle pareti in polistilene delle abitazioni che circondano la Sacra Famiglia.
Maria, Giuseppe ed il Bambinello cambiano posto ogni anno e nell’edizione 2022 sono centrali ed in basso ed il Salvatore nascerà in una corte tipica dei nostri borghi antichi.
Capogna non disdegna poi i riferimenti alla sua attività di Figaro amatissimo nel suo quartiere, tramandatagli dal papà Emanuele, e l’amore per Santo Spirito con uno sfondo che si scorge dalla finestra di una casetta. Tutto fatto con passione e con l’idea fissa di dare un sorriso ai più piccoli.
Alto oltre due metri, profondo uno e lungo quattro metri e venti centimetri, il presepe di “Nino” si iscrive di diritto tra quelli più grandi a Bari ed è già stato pluripremiato in concorsi locali, regionali e nazionali. Bello e diverso dall’anno precedente, come piace a lui. Si cambia un po’ ad ogni edizione. TrE poi c’è un pensiero fisso, che a Capogna frulla in testa dal 2019, mai messo in pratica per una pandemia che ha allontanato persone e cuori a lungo: creare una sorta di presepe che racconti, in quadri successivi, in Quaresima, la Passione di Cristo. Un progetto che forse nella primavera del 2023 vedrà finalmente la luce.
Il suo messaggio ai santospiritesi ed ai baresi in genere è chiarissimo: “Venite a visitare il mio presepe. Sarà occasione per sorriderci nuovamente l’un l’altro come non succedeva da troppo tempo”. Ed in fondo il Natale che cos’è, se non condivisione con il prossimo di una grande gioia?








