L’alluvione che ha duramente colpito ventiquattro comuni della Romagna e dell’Emilia, nella giornata di mercoledì 17 maggio ha mietuto 9 vittime ed ha lasciato isolate tante persone in diverse cittadine. La furia dell’acqua, dopo mesi di siccità, ha impresso una cicatrice profonda sul territorio pianeggiante, soprattutto nella parte meridionale della regione, sino al confine con le Marche.
Nel ravennate è Sant’Agata sul Santerno ad aver pagato il prezzo maggiore, con persone che ancora attendono soccorsi sui tetti ed ai piani alti degli stabili. Della tragedia romagnola ci ha parlato, raggiunta via social network, la docente bitontina Carmela Moretti, che vive a Lugo di Romagna, nel Ravennate.
“I fiumi sono fuori controllo ormai – ci ha detto -, anche se non piove più da qualche ora. Purtroppo l’acqua sta defluendo cercando la via per il mare e Lugo ha iniziato ad allagarsi ieri sera, 17 maggio. Soprattutto la zona ovest della città ha iniziato ad allagarsi e lentamente anche altre aree, comprese le piazze centrali”. Tutti residenti che si trovano ai piani bassi sono stati invitati dalle autorità locali ad abbandonare le abitazioni e a recarsi al centro di prima accoglienza, allestito dalla Protezione Civile all’interno del palasport. Altri hanno trovato ospitalità da parenti ed amici.
“A Sant’Agata sul Santerno – ha spiegato Carmela Moretti – il fiume è esondato ieri ed ha cambiato corso, arrivando con tanta violenza ad invadere l’abitato. Una vera tragedia. I gommoni della Protezione Civile non riuscivano ad andare controcorrente ed hanno dovuto soccorrere la gente con gli elicotteri. In tanti, in questo paesino, sono ancora in attesa di soccorsi”. L’angoscia si fa pressante in queste ore e la docente originaria di Mariotto ha postato sui social il video del parcheggio del suo condominio che si va allagando. La piena è attesa per questo pomeriggio, 18 maggio, mentre molte auto sono state messe al sicuro in punti periferici e lontani.
“A Lugo – ha continuato Carmela Moretti – sin da ieri il sindaco ci ha detto di stare ai piani e approvvigionarci di scorte alimentari e tenere cellulari carichi. Quando arriverà la piena, nelle prossime ore, la corrente elettrica potrebbe essere interrotta, così come potrebbe essere interrotta la fornitura di acqua. Noi aspettiamo e speriamo passi presto”. L’attesa è lunga e a tratti snervante, ma per fortuna la cittadina romagnola sta vivendo solo di riflesso quanto accaduto altrove con estrema violenza e nel giro di poche ore. “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, scriveva Giuseppe Ungaretti nella sua “Soldati”. E così la gente di Romagna sta vivendo queste ore d’angoscia, supportata da una macchina dei soccorsi imponente che tuttavia ha trovato non poche difficoltà a raggiungere tutti. “Passerà”, ci hanno detto molti pugliesi che, come Carmela, risiedono in quella terra bella ed ospitale. Ma l’angoscia resta per quel che sarà il dopo, un dopo che lascerà un segno profondo.








