Nulla viaggia più facilmente della musica, i confini si abbattono e le note sono materia liquida. Attraverso il bianco e nero di un pianoforte per poi arrivare ad emozionare miliardi di fruitori in tutto il mondo. Le differenze non esistono e le distanze geografiche non contano. C’è un’artista di fama mondiale che deve il suo successo ad un piccolo borgo pugliese. Incredibile ma vero. La star della musica in questione è Celine Dion mentre il borgo pugliese è Sannicandro di Bari. È qui che nasce, il 6 aprile 1956, Vito Luprano. Sannicandrese di nascita e canadese d’adozione. È Montreal che Luprano spinge ‘play’ sulla sua incredibile carriera di produttore musicale. Dai primi step come promoter della disco music nei club di Montréal negli anni ’70 al successo con CBS Records (in seguito Sony Music), dove nel 1986 divenne Direttore Artists & Repertoire.
Fu proprio l’incontro con Céline Dion che gli consentì di ottenere così la promozione a Vice-presidente Senior di Sony Music Canada. Luprano ha supervisionato il repertorio e la produzione di oltre 20 album della cantante, che hanno venduto complessivamente oltre 225 milioni di copie in tutto il mondo. Successi che farebbero cantare il mondo intero in coro. Il percorso di Vito Luprano attraversa alcune tappe fondamentali della carriera di Céline Dion: The Power of Love, D’eux, Falling Into You, My heart will go on (iconica colonna sonora del kolossal Titanic), oltre alle collaborazioni con Barbra Streisand, i Bee Gees, Luciano Pavarotti e Andrea Bocelli. Brani musicali conosciuti anche negli angoli più remoti del globo.
Opere che hanno ricevuto ogni possibile riconoscimento, dai Grammy agli Oscar, non tralasciando i Golden Globe. Una vita straordinaria quella del produttore, che ha tutto il fascino delle storie di chi è dovuto andare lontano, superare mille difficoltà per far partire la propria vita. Un’avventura che adesso è stata messa nero su bianco in una biografia dal titolo ‘It’s All Coming Back To Me’, un racconto in prima persona dalle scelte artistiche, alle sessioni di registrazione con le grandi star, gli incontri, i successi, le tensioni e le decisioni che hanno plasmato una carriera fuori dal comune. “Dietro la star mondiale c’erano una squadra, delle scelte, delle intuizioni, dei rischi e degli esseri umani”, ci racconta l’autore aprendoci lievemente le tende di un sipario che da sempre ci ha incuriositi.
Grazie alla fan base italiana di Celine Dion siamo riusciti, sfidando fusi orari e barriere linguistiche, a raggiungere Luprano per un’apertura maggiore su un dietro le quinte che tanto ci ha incuriositi.
Come sarebbe stata la sua vita se fosse rimasto in Puglia?
Se fossimo rimasti, sono sicuro che avrei lavorato duramente nei campi di ulivi insieme a mio padre o in una fabbrica, facendo una vita molto più dura di quella che ci aspettava in Canada. Fu una mossa coraggiosa. Con soli 2.000 dollari ricavati dalla vendita della casa e un paio di valigie contenenti i nostri miseri averi, salimmo su un aereo. Salutammo la patria di molte generazioni delle famiglie Giammarella-Luprano per iniziare una nuova vita oltreoceano.
Ha mai pensato, dopo aver realizzato sogni straordinari in Canada, di tornare a Sannicandro?
Ho portato la mia famiglia a Sannicandro tantissime volte, i miei figli amano la Puglia, proviamo a venirci il più possibile
C’è qualche canzone italiana che la lega particolarmente all’ Italia?
Quando ho lavorato con Pavarotti e Celine Dion a Modena, lo pregai di duettare sulle note di ‘I hate you then I love you’. È stata un’esperienza indimenticabile con il Maestro. Di canzoni ce ne sarebbero tantissime da menzionare.
Cosa suggerirebbe ad un giovane ragazzo pugliese che sogna di lavorare nell’industria musicale, dovrebbe lasciare la nostra regione?
Dipende tutto da cosa si ha voglia di fare. Per lavorare nell’industria italiana della musica, le città migliori sono ancora Roma e Milano! Qualora volesse entrare a far parte del settore a livello internazionale, Londra è la meta ideale. Alla base di tutto, però, ci devono essere duro lavoro e caparbietà. E poi, la storia ci insegna, che i talenti si possono nascondere ovunque. Anche nelle piccole realtà locali della Puglia, basti pensare a Modugno o a Mietta, ma anche ai Negramaro e a Dolcenera.
Come ha vissuto, il lungo periodo di malattia che ha attraversato Celine Dion? (la cantante è affetta dalla sindrome della persona rigida (SPS), una rara patologia neurologica di natura autoimmune che colpisce il cervello e il midollo spinale).
È stato un periodo di estrema tristezza. Sono contento che sia tornata al suo pubblico e a far cantare milioni di persone.











