Passeggiando per le vie di Toritto, in questi giorni vi potrà capitare di scorgere delle vere e proprie distese di mandorle, che ricoprono interi marciapiedi: per quanto questa visione possa apparire singolare ai più, si tratta in realtà di un’antica tradizione che affonda le sue radici nelle origini contadine della città. Le foto delle prelibate mandorle stese languidamente al sole hanno fatto il giro dei social, scaturendo non poca curiosità negli utenti.
“Toritto è famosa per questo tipo di frutta secca – spiega a Telebari la presidente della pro Loco Toritto Stefania Buccomino – soprattutto perché qui c’è la varietà cultivar Filippo Cea, che è una mandorla più dolce e con particolari proprietà organolettiche per l’organismo. Proprio per questo è tipicamente adoperata in pasticceria”. La tradizione vuole quindi che le mandorle dei piccoli agricoltori vengano posizionate sui marciapiedi più larghi, vicino alle abitazioni, e molti dei marciapiedi più ampi di Toritto sono stati strutturati in questo modo proprio per ospitare gli squisiti frutti. “Vengono stese al sole e poi girate perché si devono asciugare da tutti i lati – continua Buccomino – prima nelle campagne erano i bambini a camminare sulle mandorle facendo dei solchi, ma oggi questo non avviene più”.
La specialità Filippo Cea inoltre è una delle più ricercate, non solo in Italia ma in tutto il mondo, e non è raro trovare gelaterie che propongono gusti creati attraverso l’utilizzo di questa specifica varietà: l’albero madre è ancora presente a Toritto, scoperto per la prima volta da un componente per l’appunto della famiglia Cea, da cui poi ha preso il nome la mandorla. Un’altra particolarità di questa mandorla è che spesso è gemellata, quindi all’interno dello stesso guscio se ne trovano due incastrate tra loro. Gli scatti pubblicati sui social e i racconti legati a questi buonissimi frutti fanno davvero venire l’acquolina in bocca: quale miglior modo per assaggiare la Filippo Cea se non la sagra della mandorla di Toritto? Appuntamento al 30 settembre (qui il programma).
(Foto di Raffaele Campanelli e Stefania Bucomino)






