“Senza tetto senza diritti” e ancora “quale garanzia per il diritto allo studio senza una casa?”. Sono solo alcuni degli striscioni che gli studenti hanno esibito sotto il Palazzo di città durante il loro presidio sull’emergenza abitativa, il terzo in un anno.
Questo mentre nella Sala giunta si è tenuto un tavolo di confronto con l’assessora alle politiche giovanili Paola Romano e i rappresentanti del sindacato studentesco Link. Le richieste avanzate servono per contrastare il problema del caro affitti e la carenza di alloggi per i fuorisede. Secondo le statistiche, infatti, il capoluogo pugliese risulta essere tra le città con gli aumenti maggiori, con una media di 365 euro per una stanza singola, con un rincaro del 29%.
Tra le proposte per dare una sistemazione a chi scegliere di studiare in Puglia, quella di aumentare le residenze pubbliche e di mettere un freno alle locazione brevi, esperimento già eseguito a Firenze, anch’essa colpita dall’incremento dei prezzi, per rendere la città di Bari non solo turistica – titolo che ormai si porta dietro da tempo – ma anche a misura di studente.






