Una giornata di mobilitazione nazionale da parte degli studenti di Cambiare Rotta per il diritto alla casa e allo studio. A Bari i ragazzi dell’organizzazione giovanile che lo scorso maggio aveva cominciato una protesta contro il caro affitto montando delle tende fuori dagli enti governativi di tutta Italia, quindi, oggi si “riaccampano” pacificamente davanti agli uffici ADISU.
“Siamo qui – spiega Giuseppe Racanelli, studente di Storia all’Università di Bari e militante di Cambiare Rotta – per chiedere al Governo, partendo da ADISU e dagli enti regionali per il diritto allo studio, l’abolizione della legge numero 431/98 emessa sotto il governo D’Alema: legge che prevedeva la liberalizzazione del mercato degli affitti e che allo stesso tempo smantellò l’equo canone, che stabiliva un tetto al costo dell’affitto. È seguita così una totale deregolamentazione del rincaro degli affitti che ha portato alla situazione in cui oggi ci troviamo – dice Racanelli – questo impedisce il diritto alla casa e, dunque, allo studio per tutti noi studenti”.
La fase storica che stiamo attraversando e la consequenziale crisi economica intacca trasversalmente i cittadini e il popolo universitario, fra cui ci sono 7mila fuori sede che studiano all’Università di Bari. A ciò si aggiunge un rincaro degli affitti: secondo dati di “immobiliare.it” del mese scorso, infatti, Bari è la città con il rincaro sugli affitti più alta d’Italia, con un aumento percentuale rispetto all’anno precedente del 28-29%. “Noi studenti – aggiunge Racanelli – stiamo diventando sempre più poveri e con sempre meno garanzie da parte dell’università e di chi dovrebbe garantirci quegli strumenti affinché noi possiamo emanciparci sul lungo termine”.
“Nonostante le grandi promesse che il Governo ha portato avanti sul tema studenti universitari, nulla è stato ancora fatto di quanto promesso”, prosegue lo studente. I fondi del PNRR sono stati destinati in parte alla costruzione di studentati privati, innescando un processo di “elitarizzazione” dell’università, dicono i ragazzi di Cambiare Rotta, che sta subendo un’accelerazione importante. “Oggi noi chiediamo che venga reintrodotto l’equo canone e che sia abolita la legge 431/98, con un conseguente adeguamento dei prezzi a quella che è la fase storica di crisi economica che stiamo affrontando”, afferma le ragioni della lotta Racanelli.
“Chiediamo che si inizi un intervento strutturale per garantire un numero sufficiente di studentati pubblici per garantire il diritto alla casa per tutti gli studenti universitari.” Diritto alla casa e, di conseguenza, diritto allo studio: un binomio che va di pari passo in una società che punta alla conoscenza come strumento di difesa. “Noi siamo qui simbolicamente con una tenda per mandare un messaggio forte all’istituzione, per far capire che siamo pronti a rimettere le tende a rimanere anche la notte ed essere molto più combattivi rispetto a maggio dell’anno scorso”, concludono i ragazzi di Cambiare Rotta.








