Com’è nata la tradizione di festeggiare il ‘San Nicola dei baresi’ con cioccolata calda e savoiardi? Ce lo racconta Michele Cassano, sacrista della cattedrale di San Sabino e presidente dell’associazione ‘I custodi della Bellezza’. Riceviamo e pubblichiamo il suo contributo.
Il San Nicola dei Baresi 2023 è iniziato il primo dicembre con la messa per l’80esimo compleanno di padre Gerardo Cioffari, padre domenicano e storico della basilica di San Nicola, e terminerà il 22 dicembre con il concerto di Natale nell’807° anniversario dell’approvazione dell’ordine dei predicatori. Il 6 dicembre è la giornata più importante della festa attesa per tutto l’anno dai baresi, dai tanti pellegrini e devoti del Santo Patrono di Bari. E’ il giorno della solennità liturgica di San Nicola che inizierà con il suono delle campane alle 4 e l’apertura della Basilica. Poi ci saranno per tutta la giornata le sante messe in onore del patrono. Tra le più importanti e sentite spiccano quella delle 5 presieduta dal priore della Basilica Padre Giovanni Distante, e quella delle 18 presieduta dal cardinale Emil Paul Tscherring insieme a S.E. Mons. Giuseppe Satriano Arcivescovo di Bari-Bitonto e delegato pontificio per la Basilica. Al termine della celebrazione si terranno la donazione dei maritaggi ( a ricordo dell’atto di carità che fece San Nicola in favore delle tre ragazze di Myra che si volevano maritare) e la consegna delle chiavi della Città a San Nicola da parte del sindaco di Bari Antonio Decaro.
Questa festa di dicembre è da tutti baresi (e non) da anni vissuta con la degustazione della cioccolata calda accompagnata dai savoiardi. Ma da dove viene questa tradizione? Me lo sono sempre chiesto. E penso se lo siano domandati anche i baresi e i devoti del Santo. Perché festeggiamo il nostro patrono con la cioccolata calda e addirittura i savoiardi che sono biscotti torinesi? Nel mio ultimo libro “Un caffè al bar della Cattedrale”, edito dalla casa editrice Gelsorosso, è riportato. Narrando le vicende di alcuni bar storici di Bari e in particolare nella storia del Caffe Pasticceria Sica, ho dovuto consultare il libro scritto da Gianni Boccia: “L’ingrediente segreto, I Boccia la dolce migrazione da Napoli a Bari”, edito sempre dalla casa editrice Gelsorosso, che narra le vicende della storica pasticceria aperta nel 1950 da suo padre Francesco in corso Sonnino 51. In questo libro ho trovato la notizia che cercavo.
Quando la Sica fallì nel 1929, uno dei proprietari, il leccese Ugo Quarta, chiese aiuto all’azienda Unica di Torino, la quale assicurò sia le forniture che il denaro per riavviare l’attività, ma pretese che un suo uomo di fiducia, il signor Attilio Germano, fosse il direttore. Questi, fervente cattolico e devoto sia del Sacro Cuore di Gesù e in seguito alla sua venuta a Bari di San Nicola, siccome non esisteva a Bari un dolce che accompagnasse la festa del Santo, il 6 dicembre ideò da buon torinese l’usanza di celebrare la festa con la cioccolata calda (per riscaldarsi dal freddo) e i savoiardi, biscotto inventato dal cuoco dei Savoia. Da allora questa tradizione continua nella case e nei bar di Bari nel giorno della festa del Santo Patrono che dà inizio al tempo natalizio a Bari.







