Parafrasando un proverbio “il pidocchio non perde il vizio”. Torna anche quest’anno la presenza di pidocchi, in particolare nelle scuole dell’infanzia e primarie di Bari, con maggiore incidenza tra i bambini di 3-11 anni. A segnalarcelo è una mamma preoccupata per il quarto episodio di pediculosi nella classe del proprio figlio. “Non riusciamo a risolvere questo problema ormai da dicembre – allerta, raccontando la sua esperienza a Telebari – Probabilmente c’è ancora cattiva informazione sull’argomento. Sarebbe utile che la Asl rendesse disponibili ai genitori all’inizio di ogni anno scolastico dei briefing con foto per aiutare a riconoscere i casi di pediculosi”. “Come me inizialmente, molte mamme sono ancora inesperte e non riescono ad agire in modo corretto e, soprattutto, in tempo in caso di presenza di pidocchi. A questo si aggiunge anche il tabù della vergogna da parte di alcuni genitori che tacciono sull’argomento”, continua la signora, sottolineando come da tempo ormai la Asl non possa più intervenire personalmente sulle teste dei bambini tramite appuntamenti ciclici nelle scuole. Insieme alla mamma che ci ha contattati, numerosi altri genitori si stanno lamentando a testimonianza di una problematica considerata dagli stessi ‘grave’ per la città di Bari. “Non potendo contare sulle visite a scuola, come mamme ci siamo attrezzate controllando i nostri figli fuori da scuola prima dell’ingresso”.
La rassicurazione della Asl arriva tramite la dottoressa Federica Di Mauro, dirigente medico del Dipartimento di Prevenzione della Asl Bari, che tranquillizza: “Non abbiamo assistito a un significativo incremento dei casi, che si limitano a 12-13”. Il dato proviene dall’utilizzo del nuovo sistema di notifica telematico, istituito da luglio 2023. I pidocchi possono facilmente proliferare in una comunità, per cui a fronte dell’impossibilità di effettuare visite in presenza nelle classi, Asl e Provveditorato hanno inviato a tutte le scuole un vademecum con le linee guida sul riconoscimento precoce e sul trattamento dei parassiti, da effettuarsi sotto responsabilità del genitore stesso. “Sono suggeriti controlli periodici del cuoio capelluto da parte degli stessi genitori per verificare la presenza di ‘ledini’ (uova di pidocchi) tramite un pettinino a denti stretti – spiega la dottoressa Di Mauro – Possiamo fare prevenzione con alcuni gesti semplici, come non scambiare o prestare oggetti personali, non ammucchiare capi di vestiario e ispezionare frequentemente i capelli. In caso di controllo positivo, il genitore è tenuto ad avvisare la scuola e a rivolgersi al medico di fiducia per l’avvio di idonea terapia”.
Nel vademecum scolastico, si specifica inoltre che: “L’insegnante che nota segni di infestazione sul singolo alunno ha il dovere di segnalare la sospetta pediculosi alla dirigente scolastica. La dirigente scolastica dispone l’allontanamento obbligatorio dell’alunno e, ai fini della riammissione a scuola, deve richiedere un certificato medico o un’autocertificazione di avvenuto trattamento”. Di seguito, il link per visionare le informazioni sull’argomento e sul corretto comportamento della Asl Bari https://www.sanita.puglia.it/web/asl-bari/la-pediculosi-scolastica-tutto-quello-che-bisogna-sapere.








