Campagne e ulivi, aziende agricole e il ghetto di Foggia. Questi gli elementi che, ieri sera, hanno caratterizzato l’ormai consueto appuntamento con Le indagini di Lolita Lobosco, vicequestore e regina del lunedì di Rai 1. Il titolo dell’episodio è ‘Terrarossa’, come il libro di Gabriella Genisi a cui è ispirato: un romanzo dedicato a Paola Clemente, bracciante 49enne morta il 13 luglio del 2015 nelle campagne di Andria, e a tutte le vittime del caporalato. Un tema centrale, quello dello sfruttamento dei lavoratori nei campi, anche nelle due ore di racconto televisivo. Nella puntata, la terza e penultima della terza stagione, Lolita è alle prese con il suicidio di una giovane imprenditrice agricola, che tuttavia non la convince. La poliziotta sospetta infatti che si tratti di un omicidio, camuffato da suicidio, ai danni di una donna troppo intraprendente e progressista. Il suo collega Antonio Forte continua a ripeterle che non ci sono prove, ma d’altronde da quando si è trasferito a casa di Lolita i due si confrontano e battibeccano tutto il giorno, proprio come una strana coppia di vecchia data.
Impegnati, ma in altre vicende, anche gli altri personaggi della serie. Lello Esposito si prende qualche giorno di congedo per dedicarsi all’arrivo a casa dei gemelli. Solo la femminuccia, in realtà, perché il maschietto per buona parte della serata avrà ancora bisogno delle cure dei medici. Per Trifone, invece, arriva finalmente il momento buono per provare a chiarirsi con Nunzia, la mamma di Lolita interpretata dalla barese Lunetta Savino, e ottenere il suo perdono dopo le tensioni derivanti da una vecchia storia, che lui aveva nascosto a lei, con nuove noie giudiziarie piombate nella sua vita. Ad aiutarlo, una volta uscito dal carcere, arriverà Umberto Sardella: l’attore comico di Mudù che, a dicembre dell’anno scorso, aveva recitato una parte anche ne ‘Il metodo Fenoglio’, altra fiction girata a Bari.
Lolita nel frattempo, come da eredità lasciata dal secondo episodio di stagione, non riesce a darsi pace per la vicenda che la tormenta ormai da giorni e che riguarda una persona per lei molto importante che sta rischiando la vita: Domenico, ragazzino che lavorava al porto nel cantiere di Angelo, rapito proprio per non far testimoniare l’uomo della ‘mazza di scopa’ nel processo per l’omicidio del padre di Lolita. In questo senso le indagini portano la fiction nella vicina Modugno, almeno da cartello in primo piano davanti alla macchina da presa: in realtà la location in cui sono state girate le scene è Fasano, con la segnaletica stradale installata per l’occasione dalla produzione. Una circostanza che, nel mese di ottobre, aveva incuriosito non poco i residenti fasanesi della zona diventati cittadini modugnesi per qualche ora. Anche in questo caso, campagne e ulivi pugliesi sempre in primo piano.
In primo piano ancora l’attrice barese Kikka Frisini (mamma di Lello nella fiction, punto di riferimento per lui e la moglie dopo la nascita dei gemelli) che a Telebari ha raccontato il suo percorso tra alti e bassi dalla Very Strong Family a Lolita. Anche ieri sera, quindi, Luisa Ranieri e la sua Lolita è stata premiata dal pubblico del piccolo schermo: su Rai 1 si sono sintonizzati 4.988.000 spettatori (pari al 27.62% di share), molti di più rispetto a quelli che hanno scelto di guardare Canale 5 e il Grande Fratello di Alfonso Signorini (2.617.000 spettatori con 19.5% di share). Lolita, insomma, ha vinto di nuovo la gara d’ascolti del lunedì.







