“Non corretto è corretto parlare della riapertura di una guerra tra clan, perché in verità la guerra tra gli Strisciuglio e la vecchia Camorra barese, di cui il clan Capriati è esponente, non è mai finita”. Ai microfoni di Telebari il criminologo Domenico Mortellaro fa un’analisi di cosa rappresenta l’omicidio di Lello Capriati e prova a delineare gli scenari possibili, in un momento in cui Bari è già sotto i riflettori nazionali per la maxi operazione ‘Codice interno’ con 130 arresti e l’arrivo della Commissione di accesso che verificherà l’ipotesi di scioglimento del Consiglio comunale per mafia.
Una situazione che – ribadisce Mortellaro – comprensibilmente preoccupa opinione pubblica, politica e mondo del business territoriale, per il grave “colpo alla città”. Risulta però “prematuro parlare di recrudescenza del conflitto tra clan e complicato stabilire una linea di connessione tra l’omicidio di Raffaele Capriati e l’operazione Codice Interno”, spiega Mortellaro. “La storia della famiglia Capriati insegna che possiamo aspettarci di tutto e che ogni volta che il clan viene colpito, reagisce in modo violento e tempestivo”, riflette Mortellaro, che però mantiene previsioni prudenti sulle ‘contromosse’ future.






