Nuova escalation di atti vandalici nell’ultimo weekend a Bari: manomesse e pesantemente danneggiate due microcar e uno scooter del servizio di ‘sharing’. A darne notizia è Pikyrent, la società che a Bari gestisce una parte dell’offerta della micromobilità urbana e che oggi annuncia la possibile sospensione del servizio notturno in seguito agli ultimi spiacevoli episodi.
“Dopo la denuncia di fine agosto, la flotta di Pikyrent subisce l’ennesimo attacco violento – scrive l’azienda, mostrando le foto del bilancio degli ultimi giorni – gravissimi i danni arrecati a uno scooter e a due microcar che sono stati rinvenuti con la carrozzeria devastata, interni manomessi e i vetri infranti, nella notte tra venerdì e sabato scorsi”. Poi la rabbia. “Non possono esserci che parole di sdegno per gli episodi deplorevoli che accadono continuamente in città, a scapito di quella porzione di popolazione che vorrebbe migliorare in tutti i modi il territorio in cui viviamo”.
“Dal nostro canto – racconta Pikyrent – non ci spieghiamo i motivi di questo accanimento nei confronti di un servizio che moltissimi cittadini apprezzano, l’ultima minicar danneggiata è stata ritrovata in pieno centro nel parcheggio antistante la Prefettura, quasi in segno di sfida. Episodi così gravi e ravvicinati stanno portando la società di sharing a dover pensare a soluzioni limitanti come la sospensione del servizio durante le ore notturne, nonostante sia proprio la fascia serale quella in cui il servizio viene maggiormente utilizzato”. Le altre strade sembrano difficilmente percorribili. “Oppure passare a soluzioni alternative che prevederebbero il passaggio ad uno sharing di tipo station based come per le biciclette, con hub predefiniti, sparsi in varie aree della città e monitorati dalle telecamere di video sorveglianza, a scopo di deterrenza – conclude l’azienda – A tale proposito la società ha chiesto al Comune di Bari l’istituzione di un tavolo di confronto per capire insieme come si possa intervenire per arginare il fenomeno senza penalizzare i tanti cittadini e non che il servizio lo usano con soddisfazione”.







