Da giorni si rincorrono i post dei gestori dei locali baresi, divisi tra allarme e ironia per i controlli (e le multe) da parte della Polizia locale per la pubblicità social degli eventi. Al centro della polemica, infatti, è finito l’articolo 9 del Documento strategico per il commercio, che vieta agli organizzatori di ‘piccoli intrattenimenti musicali’ la pubblicità attraverso diversi ‘sistemi di comunicazione’, compresi i social network. Telebari ha accolto l’allarme dei gestori dei locali, molti dei quali si sono detti addirittura costretti ad annullare serate musicali per timore di sanzioni. Sul caso è intervenuto il sindaco Antonio Decaro, nella nostra trasmissione ‘Chiama Decaro’ (in onda tutti i lunedì alle 15.30 su Telebari).
Alle domande di Alessandra Bucci, Decaro ha risposto spiegando che la norma sulla quale viene fatta polemica e ironia, non è “interpretata correttamente rispetto a come è scritta”. “Le multe non sono state fatte, come qualcuno ha scritto sui social, perché venivano pubblicizzate letture di libri o spettacolini di teatrino – ci tiene a spiegare il primo cittadino – ma perché era stata promossa un’attività non autorizzata e non autorizzabile. Alle 18 di pomeriggio, e ci sono le immagini a confermarlo, sembrava ci fosse un rave party per strada, con tutti che ballavano e suonavano”. Secondo quanto riferito dal sindaco in diretta, dunque, era in corso un’attività di pubblico spettacolo (con numero di presenze superiore alle 200 persone), senza le dovute autorizzazioni. Il sindaco ricorda inoltre che, come in questo caso, sono proprio altri ‘concorrenti’ dei locali finiti nel mirino dei controlli a chiamare la Polizia locale, ritenendo ingiusto di avere dovuto superare un complesso iter autorizzativo alla stregua delle discoteche, trovandosi poi a concorrere con chi non ha ottenuto i medesimi permessi.
“Nessun accanimento”, però. Sulla norma incriminata Decaro conferma che sarà fatta una verifica, a sei mesi dall’approvazione del Documento Strategico del commercio, per capire cosa ha funzionato e cosa no, e apporre le dovute modifiche.






