Restano ai domiciliari l’ex consigliera comunale Maria Carmen Lorusso e suo padre Vito, oncologo in passato in servizio presso l’istituto tumori Giovanni Paolo II, arrestati con l’accusa di voto di scambio nell’ambito della maxi inchiesta della Procura di Bari su presunti intrecci fra politica e mafia. Nelle scorse ore i giudici del Tribunale del Riesame hanno rigettato i ricorsi presentati dalla difesa, prendendo un tempo di 45 giorni per il deposito delle motivazioni. Nel provvedimento i magistrati spiegheranno le loro ragioni in relazione al diniego della revoca della misura.
Gli avvocati Nino e Luca Castellaneta avevano sostenuto con forza come a loro avviso fosse insussistente il pericolo di reiterazione del reato, in relazione al fatto che le vicende contestate risalgano al 2019 ma soprattutto perché l’ex consigliera comunale ha rassegnato le dimissioni – ed ha annunciato il ritiro della sua già annunciata candidatura in vista delle prossime amministrative – mentre Vito Lorusso è stato licenziato dall’Istituto Tumori in seguito ad un’altra inchiesta avviata per concussione che lo ha coinvolto la scorsa estate. Non appena saranno depositate le motivazioni, gli avvocati presenteranno ricorso in Cassazione.






