“Le primarie a Bari non si possono fare”, aveva detto ieri dal palco di piazza Prefettura il candidato Michele Laforgia. Oggi, a distanza di poche ore, la conferma dall’altro candidato Vito Leccese: le primarie a Bari non si faranno. “Domenica non si voterà per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra – scrive Leccese sui social -. Lo ha deciso ieri Giuseppe Conte appena arrivato da Roma, e l’ha confermato poi il mio sfidante dal palco. Ne prendo atto. E per prima cosa mi dispiace aver coinvolto in questi giorni decine di volontari per organizzare quella che doveva essere una bellissima giornata di esercizio democratico del voto”. Un pensiero condiviso da tutto il Partito Democratico, che già in serata aveva diffuso una nota a firma del segretario della sezione pugliese del partito, Domenico De Santis.
“Io nelle primarie ho sempre creduto. Nel voto libero ho sempre creduto – scrive ancora Leccese -. E non ho bisogno né di difendermi, né di giustificarmi di niente. La mia storia politica parla per me e le mie posizioni sul tema sono state sempre chiare. Non faccio finta che la pratica del voto di scambio non esista, ma credo che l’unico modo per combatterla sia aumentare gli spazi di partecipazione democratica. Non sopprimerli. Annullare le primarie vuol dire arrendersi. Io resto in campo. Vado avanti, insieme alle tantissime persone che ho incontrato in queste settimane e che mi sostengono lealmente. Vado avanti non per me, ma per la città che amo. Per difendere quello che è stato fatto dalle amministrazioni di centrosinistra e per continuare a crescere, migliorando”.
“Lo faccio per quella comunità coesa e forte di cittadini e cittadine che in questi anni si sono sentiti sempre più orgogliosi di essere baresi – conclude Leccese -. Ci vediamo stasera alle 18:30 in piazza Umberto”. Confermato, dunque, il comizio che avrebbe concluso la campagna elettorale delle primarie del centrosinistra a Bari. Sul palco ci saranno anche il sindaco Antonio Decaro e il governatore Michele Emiliano. Ci sarà soprattutto la segretaria nazionale del PD, Elly Schlein.

LA REPLICA DI MICHELE LAFORGIA
“In politica bisogna dire sempre la verità. Vito Leccese non può negare che sin dalla mattina di ieri ho parlato con lui, e poi con altri autorevoli interlocutori del PD – e non solo – per cercare una soluzione unitaria. Sa bene che sino a pochi minuti prima di arrivare in piazza della Libertà ho chiesto a lui e al PD, nella sua massima espressione, di condividere la decisione di sospendere il voto delle primarie. È certamente a conoscenza del fatto che, proprio per evitare una rottura, non mi sono limitato a dire, dal palco, che non vi erano più le condizioni per andare alle urne domenica prossima, ma ho chiesto a lui di sospendere l’organizzazione del voto, di comune accordo. Negarlo, oggi, e attribuire “a Conte” ogni decisione, è semplicemente irresponsabile, prima che falso. Ma questo è il meno. La parte più preoccupante della sua nota è quella che sorvola, leggiadra, sulla gravità della situazione in cui ci troviamo, dopo gli arresti di ieri. Marca la distanza facendo nome e cognome di uno degli indagati – come non si dovrebbe mai fare – ma fa finta di ignorare che quella stessa persona, con il suo movimento politico, doveva partecipare alle primarie. Parliamo della seconda forza del centrosinistra alle elezioni amministrative del 2019, in maggioranza al Comune e alla regione. Chi è garantista, come me, tiene ben distinte le accuse in sede penale e le responsabilità personali dalla dimensione politica e dal dibattito pubblico. Io non distribuisco patenti anticipate di colpevolezza a nessuno, tantomeno a un movimento politico, e, per essere chiari, non ho più volte denunciato il rischio di inquinamento del voto perché sono in possesso di informazioni riservate (e coperte dal segreto professionale). Le polemiche sui voti comprati a Triggiano erano pubbliche e alcuni processi, pubblici, sono in corso da tempo. Lo stesso Sindaco di Bari ha dichiarato, pubblicamente, di aver denunciato chi offriva di comprare voti e, ieri, di non essere sorpreso dagli arresti. Di cosa parliamo, allora? La posta in gioco non è la mia candidatura a Sindaco, nè quella di Vito Leccese, bensì il futuro della coalizione di centrosinistra e dell’intera città, che corre il rischio del commissariamento e del rinvio delle amministrative. Un minimo di prudenza, in questo momento, sarebbe d’obbligo, per tutti. Continuare a ripetere Andiamo!, senza sapere bene dove, come e con chi, è un modo puerile per tentare di esorcizzare la realtà. Un’ultima considerazione, non meno importante. Io non accetto di ridurre ogni questione ai rapporti tra il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, ai tatticismi e alla propaganda. Io non prendo ordini da nessuno. Chi si candida a Sindaco aspira a rappresentare l’intera città e risponde all’intera città, senza vincoli di mandato e di partito. Non bisognerebbe mai dimenticarlo.”







