Il provvedimento è arrivato questa mattina, atteso più a lungo del previsto. Il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva urgente presentata da Ladisa sulla gara per il servizio di refezione scolastica: stop all’affidamento per l’Ati Solidarietà e Lavoro Vivenda, si rimescolano le carte, ancora una volta. “Ritenuto che, nelle more della decisione cautelare collegiale, sia opportuno, se non proprio necessario, assicurare la continuità del servizio mediante la temporanea sospensione dell’esecutività degli atti qui impugnati, fermo restando che la sollecita fissazione del giudizio cautelare collegiale alla data del 15 ottobre 2024 consentirà, a breve, una più approfondita ponderazione degli interessi coinvolti nel caso in esame – si legge nel decreto del presidente del Tar, Angelo Scafuri – è accolta la domanda cautelare interinale della ricorrente e, per l’effetto, sospesa l’esecutività degli atti impugnati fino alla trattazione collegiale che è fissata alla camera di consiglio del 15 ottobre 2024″.
Cosa succederà adesso? La palla passa al Comune di Bari, che dovrà capire come rispondere alle preoccupate sollecitazioni dei genitori, che in quasi 5mila attendono l’avvio del tempo prolungato e della mensa, e che ora organizzano un’azione di protesta simbolica. Il maxi appalto era stato vinto da Solidarietà Lavoro Vivenda, affidataria del servizio per i due lotti prima del ricorso al Tar di Ladisa. Le famiglie hanno avviato una petizione on line per chiedere a Palazzo di città di trovare una soluzione urgente: in poche ore sono state raccolte più di mille firme. C’è un’altra incognita che incombe sul sereno svolgimento del servizio: il 7 novembre è attesa l’udienza in cui il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi su un’altra sentenza del Tar, che aveva annullato la prima gara di appalto vinta da Ladisa per conflitto di interessi.






