Una giornata infiammata all’Arco Basso, nel cuore di Bari vecchia, per le pastaie inferocite all’indomani dell’ultimo blitz della Polizia annonaria, avvenuto nel pomeriggio di ieri, 19 agosto, a cui è seguito un maxi sequestro di 151 chili di merce – orecchiette secche e altri formati di pasta, taralli e pomodori secchi – venduta abusivamente, con sanzioni di 5mila euro per tre persone.
Le multe hanno scatenato una protesta di alcune signore delle orecchiette, che non hanno potuto esporre nulla nel vicolo e, per ripicca, bloccato la strada con due banchetti, impedendo l’accesso a residenti, turisti e giornalisti giunti sul posto. “Vogliamo incontrare il sindaco Leccese, fino a quando non parleremo con lui di qui non passerà nessuno”. Questa la richiesta delle pastaie, che di lì a poco sono state accontentate e hanno avuto la conferma di un incontro a Palazzo di Città con il primo cittadino, l’assessore Pietro Petruzzelli, l’assessora Carla Palone e il dirigente della Polizia annonaria Michele Cassano. Una notizia che ha spinto le signore delle orecchiette a sgomberare i tavoli e sbloccare il varco dell’arco basso alle ore 10.30. Tanta la delusione dei turisti arrivati in questo luogo simbolo della baresità appositamente per la tipica pasta barese fatta a mano.
Dopo la riapertura del passaggio nel centro storico, pareva che gli animi si fossero placati, in attesa della riunione con i vertici cittadini. Eppure la calma è durata ben poco, degenerando con l’aggressione fisica di due inviati di Quinto Potere, giunti sul posto per documentare il tutto. Il giornalista e il suo cameraman sono stati picchiati dalle pastaie e per questo costretti alle cure mediche di un’ambulanza del 118 prontamente giunta sul posto. All’Arco Basso sono arrivati anche i carabinieri e gli agenti della Polizia locale.
Il terzo atto di questa mattinata di follia è stato l’incontro a porte chiuse tenutosi al Comune. L’amministrazione ha ribadito alle pastaie quanto sia necessaria una regolarizzazione delle loro attività e dei loro prodotti, per tutelare la salute di acquirenti e consumatori. Le signore delle orecchiette potranno produrre ed esporre sui telai al momento esclusivamente le loro orecchiette fatte a mano e non quelle realizzate industrialmente.






