Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Nicola De Santis, che ha avuto un ruolo chiave nella maxinchiesta “Codice interno” svelando le infiltrazioni mafiose in alcuni settori della vita pubblica, sono state lo spunto, in Commissione parlamentare antimafia, per un ritorno del senatore forzista Maurizio Gasparri sulla questione del commissariamento del Comune di Bari, richiesto dal ministro Piantedosi proprio a seguito dello scandalo che ha travolto anche alcune municipalizzate, ma non disposto a seguito di una lunga istruttoria.
Il 26 febbraio 2024, infatti, la polizia arrestò 137 persone coinvolte, a vario titolo, in un intreccio fra mafia, politica e imprenditoria locale. Dominus del sistema, per la Procura, sarebbe stato l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri che si sarebbe avvalso dell’accordo con i clan baresi Parisi-Palermiti e Strisciuglio. Il senatore Gasparri ha chiesto la parola durante l’audizione, questa mattina, di Francesco Giannella, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, chiedendogli come mai, se il pentito De Santis è stato ritenuto credibile, le sue affermazioni relative alle infiltrazioni del clan Parisi-Palermiti nell’Amtab non abbiano poi portato a decisioni concrete nei confronti di esponenti dell’amministrazione Decaro, in relazione a nomine e scelte nelle partecipate.
La risposta di Giannella è stata secretata, ma il procuratore aggiunto ha risposto invece alla domanda del senatore di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre relativa a come le inchieste degli ultimi anni abbiano potuto influenzare l’assetto politico attuale: “Sono valutazioni politiche che non mi competono”, ha premesso Giannella, per poi chiarire: “Le indagini ci rivelano che è una questione trasversale, i componenti delle associazioni criminali coinvolti in queste vicende non fanno grandi differenze”. Giannella ha ribadito di voler sollevare la questione dal punto di vista sociologico e culturale e rappresentare l’abitudine dei cittadini ad essere troppo rilassati: “Si immagina che a vendere il proprio voto siano quelli meno abbienti, ma c’è tutta una parte della città, quelle classi sociali più istruite che si lasciano conquistare”, ha concluso.





