Dalle critiche al trionfo. Quando Bari ha visto per la prima volta “U’wassò”, in tanti hanno storto il naso: perché nella primavera in cui la città dibatteva sulla cosiddetta “malamovida” all’Umbertino, l’arrivo di un vassoio che si agganciava alla ringhiera del lungomare e consentiva di consumare pasti all’aperto non sembrava una risposta al fenomeno.
Invece l’idea del progettista e designer Walter Ianieri non solo si è rivelata utile – e infatti la propongono stabilmente un paio di attività sul lungomare – ma è pronta a fare la storia: “U’wassò” è entrato nella selezione 2025 per il Compasso d’oro, il più prestigioso premio del design italiano. L’Associazione per il Disegno iIndustriale ha presentato a Milano l’Adi Design index, ossia la selezione annuale dell’Osservatorio permanente del design che raccoglie i prodotti e i progetti che si distinguono nel panorama italiano contemporaneo.
Il vassoio di policarbonato che trasforma “il cibo all’aperto in un’esperienza condivisa” – così si legge sul catalogo – è l’unico prodotto pugliese inserito nella categoria Food design, e grazie alla selezione entra di diritto nella storia del design italiano. “Un grandissimo passo – commenta l’ideatore, Walter Ianieri – la soddisfazione più grande che abbia mai avuto”. Quello che è capitato al progettista industriale 27enne ha il valore di una candidatura all’Oscar. Un primo passo importantissimo verso il premio Compasso d’oro Adi 2026 (che sarà assegnato a giugno del prossimo anno), e comunque vada la presenza nel catalogo Index è già una medaglia.
Questo primo riconoscimento ottenuto da “U’wassò” polverizza le polemiche che lo hanno accompagnato al suo esordio. A confermarlo la scheda di presentazione sul catalogo: “Pensato per l’uso in spazi pubblici, come le ringhiere del lungomare, unisce i tre cardini della cultura del territorio del progettista: il lungomare barese, il tavolo e il cibo in riva al mare. Facile da agganciare, stabile, modulare, ospita piatti e bicchieri in modo sicuro. L’innovazione si estende alla possibilità di personalizzare ogni dettaglio. Ogni utilizzo diventa occasione di visibilità per il brand, grazie alla presenza in luoghi ad alta frequentazione. Un oggetto che unisce convivialità, sostenibilità e radicamento culturale”.
La soddisfazione per Ianieri è massima, e “U’wassò” sta già facendo strada: “Ho richieste da grandi multinazionali interessate al progetto, anche da Amsterdam – dice il designer – Voglio farlo partire da Bari e mandarlo all’estero. Lo stanno apprezzando molti professionisti, è un progetto a cui tengo molto e voglio metterlo a punto per bene. Lo considero un valore aggiunto per la città, e l’anno prossimo su Bari lo useranno anche altre attività”.







