Si chiude con la condanna a 4 anni e mezzo il processo con il rito abbreviato a Concetta Sciannimanico, detta ‘Connie’, per associazione a delinquere in concorso con altri quattro fra dirigenti e imprenditori, e corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pilotati nella Asl barese. Il 12 novembre 2024 la Guardia di finanza arrestò 10 persone (fra carcere e domiciliari) accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio e turbata libertà degli incanti.
Lo ha deciso la gup del tribunale di Bari, Isabella Valeria Valenzi, che ha anche condannato a 3 anni l’imprenditore Giuseppe Rucci, della Ism Impianti servizi medicali, accusato di corruzione per un appalto da 148mila euro per la manutenzione degli impianti di distribuzione dei gas medicali nell’ospedale Di Venere. L’accusa aveva inizialmente chiesto per la funzionaria, che si trova ai domiciliari, 4 anni e 4 mesi, ma questa mattina aveva chiesto di modificarli in 5 anni e 4 mesi. Per Rucci aveva proposto 2 anni e 6 mesi. La gup ha escluso per Sciannimanico il ruolo di organizzatore e l’aggravante degli ‘atti contrari ai doveri di ufficio’, disponendo il dissequestro delle borse griffate ritenute dall’accusa il prezzo della corruzione, assieme a tangenti per 28mila euro.
I due sono coinvolti con altre 16 persone nell’inchiesta sulle tangenti per gli appalti dei lavori di ristrutturazione della Asl barese. Nella stessa udienza, la giudice ha omologato i patteggiamenti richiesti nelle scorse settimane: per il dirigente Nicola Iacobellis 5 anni e 1.600 euro di multa, l’altro dirigente Nicola Sansolini 5 anni e 6.000 euro di multa, per la moglie di Jacobellis, Paola Andriani, 3 anni, per gli imprenditori Ignazio Gadaleta 3 anni, Nicola Murgolo 2 anni e 8 mesi, Nicola Minafra 3 anni e 3 mesi, Giovanni Crisanti 3 anni e mezzo e Cataldo Perrone 2 anni e 6 mesi. Riconosciuto infine il risarcimento per le parti civili, Asl e Regione Puglia, da liquidarsi in separata sede.







