L’affaccio su via Guglielmo Appulo 43, al secondo piano, si confonderebbe con gli altri se non avesse tutti gli infissi nuovi. All’interno, la casa popolare di proprietà dell’Arca Puglia Centrale, nella quale al quartiere Japigia da anni viveva un pezzo della famiglia Lafirenze, svela divani bianchi e dorati, doccia walk-in, cucina spaziosa, statue, lusso e agi. Questa mattina (17 marzo), su disposizione della Procura di Bari che ha firmato un decreto di sequestro, a 5 persone è stato notificato lo sgombero: Antonia De Girolamo, di 75 anni, sua figlia Angela Fumai, di 53, i nipoti Umberto Lafirenze, 36 anni (detenuto perché arrestato nella maxinchiesta Codice Interno), Raffaele, di 33 e Pietro di 25.
La famiglia ha legami parentali con il boss mafioso del quartiere Japigia, Savino Parisi. Durante le operazioni di sgombero, al quale hanno partecipato anche gli agenti della Squadra Mobile, Polizia locale, 118, tecnici di Retegas, i carabinieri su disposizione del procuratore Roberto Rossi hanno perquisito l’appartamento di circa 100 metri quadri. Secondo quanto ricostruito dagli uffici dell’Arca Puglia, l’immobile era stato assegnato a Raffaele Fumai, marito di De Girolamo, nel 2006. Alla sua morte, i familiari ne avevano chiesto il subentro, ma essendo indietro con il pagamento degli affitti gli era stato negato. Ammonta infatti al momento a 55mila euro la morosità nei confronti dell’ente. Una cifra elevatissima, se si considera che gli importi mensili degli affitti vanno dai 24 euro (in caso di reddito quasi inesistente) fino ai 238 euro (con reddito annuale di 55mila euro circa). L’intervento a Japigia a contrasto delle occupazioni abusive degli alloggi popolari a Bari segue quanto accaduto a fine gennaio, con un’operazione analoga che ha interessato quattro immobili nei rioni Santo Spirito, San Pio e Ceglie del Campo.






