C’era un periodo in cui a Bari il mese di maggio era il più festoso dell’anno. Sì, perché all’inizio degli anni Cinquanta il capoluogo pugliese diede via a una ricca manifestazione vissuta con tanta gioia e partecipazione: il ‘Maggio di Bari’. Il quinto mese dell’anno diveniva un contenitore colmo di eventi in cui atmosfera, fascino, arte e cultura abbellivano la città, diventando uno degli eventi più straordinari della Puglia del secondo dopoguerra. La prima edizione fu inaugurata nel 1951, a cui ne seguirono tante altre sino al 1968, anno in cui la manifestazione venne abolita. Per circa vent’anni, la città divenne un grande palco a cielo aperto: il ‘Maggio di Bari’ è ricordato come qualcosa di magico, che riusciva a portare nelle strade migliaia di spettatori in festa, molti dei quali arrivati anche dalla provincia, tra cinema, musica, cultura, sport e un meraviglioso profumo di fiori.
Sì, perché i fiori rappresentavano il momento più atteso dell’evento: carri a tema, con simpatiche e scenografiche sculture tra le quali alcune a forma di pesci ed elefanti, ricoperti di tantissimi fiori colorati, attraversavano corso Vittorio Emanuele e il lungomare circondati da una folla immensa che cercava di raccogliere fiori e petali lanciati da giovani donzelle a bordo degli stessi carri floreali, tra la gioia di adulti e piccini. Ma i fiori addobbavano anche l’esterno delle abitazioni e dei negozi: i baresi, infatti, partecipavano attivamente al concorso di balconi e vetrine fioriti. Anche i negozianti venivano invitati a tenere le luci accese fino a tarda sera: Bari doveva essere guardata come una grande città che sapeva splendere anche di notte. Il centro città addobbato a fiori e luci, dunque, offriva un meraviglioso colpo d’occhio. Bande musicali, provenienti anche da vari Paesi esteri, accarezzavano di note le vie della città, prima della finale del “Festival internazionale delle bande militari” che andava in scena allo stadio della Vittoria. E come dimenticare l’arrivo in città di grandi intellettuali, registi, attori e artisti del Novecento: il capoluogo pugliese batteva un colpo sul tamburo della cultura nazionale, con il teatro Petruzzelli e il teatro Piccinni che accoglievano spettacoli d’avanguardia e opere prestigiose.
Mostre d’arte e di pittura, spesso alla presenza di grandi maestri come Renato Guttuso, Palma Bucarelli e Giorgio De Chirico, completavano il programma mensile e trasformavano la città in una galleria d’arte diffusa. Nel susseguirsi di manifestazioni c’era spazio anche per lo sport, tra gare automobilistiche e competizioni varie, alcune delle quali molto prestigiose: nel 1964 al Circolo Tennis di Bari si giocò un match del turno eliminatorio della Coppa Davis, con gli atleti Nicola Pietrangeli e Sergio Tacchini a difendere i colori azzurri. In quei giorni di primavera, Bari si sentiva in capo al mondo. Ma con l’arrivo degli anni Settanta, un mix di clima sociale e difficoltà finanziarie portarono alla chiusura di quella felice parentesi: il ‘Maggio di Bari’ spense le luci, lasciando dietro di sé il ricordo nostalgico di una città che aveva saputo guardare al futuro con audacia e respiro internazionale. Colmo di nostalgia, infatti, il ricordo di chi il ‘Maggio di Bari’ lo ha vissuto: “Ricordo i tanti carri dei fiori che passavano tra tanta gente festante che applaudiva”, “Ricordo come un sogno l’ultima edizione che comprese il festival delle bande militari”. E ancora: “C’era così tanta gente che mio nonno mi ha messa sulle sue spalle perché riuscissi a vedere i carri e glieli potessi descrivere”, “Bellissima manifestazione, si aspettava maggio con vero piacere”. E tra meravigliosi profumi di salsedine e di rose, suggestivi luci e colori, dunque, in quegli anni Bari diventò uno straordinario fiore di maggio, che appassì nel 1968.
Ora il Comune di Bari, a distanza di 58 anni dall’ultima edizione, ha deciso di riproporlo: domenica 24 maggio, infatti, in piazza del Ferrarese ci sarà la ‘Festa del Maggio condiviso’, manifestazione promossa dal Municipio I e ideata per celebrare la primavera e i frutti della terra: nasce infatti dal desiderio di ricostruire e valorizzare il percorso identitario del “Maggio di Bari”, che all’epoca riuscì a creare un forte senso di appartenenza e condivisione nella comunità cittadina. Sarà una giornata di festa aperta a tutti, pensata per salutare la primavera, celebrare i frutti della terra e, contestualmente, ripartire da un evento appartenente alla memoria storica e identitaria della città. Preziosa la collaborazione di Coldiretti Puglia e del distretto del Florovivaismo pugliese, che contribuiranno al momento di festa con fiori e frutta di stagione per i laboratori rivolti principalmente ai bambini, e di UNPLI Pro Loco. “Vogliamo raccontare quella storia con chi l’ha vissuta – spiega la presidente del Municipio I, Annamaria Ferretti – e perciò chiameremo a raccolta coloro che hanno conservato documenti, fotografie e ricordi di ogni genere, vorremmo recuperare la storia e l’identità della nostra città anche attraverso i desiderata di chi oggi naturalmente la vive”.
La mattinata prevede un incontro istituzionale a partire dalle ore 10.30, negli spazi dell’ex Mercato del Pesce, dal titolo “Campagna amica in fiore”, con gli interventi di Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia (moderatore), Annamaria Ferretti, presidente Municipio, Pietro Petruzzelli, assessore comunale allo Sviluppo locale, Nada Forbici, coordinatrice Consulta florivivaistica Coldiretti, Fiorenza Pascazio, presidente Anci Puglia, Gianni Birardi, landscape designer, Melina Tamborrino, architetta paesaggista, Giuseppe Caporale, presidente distretto florovivaistico regionale. Le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli e al presidente di Coldiretti Puglia Alfonso Cavallo. Il pomeriggio, invece, sarà dedicato a diverse attività aperte a grandi e piccoli, pensate come spazio di ascolto, confronto e raccolta di idee tra piazza del Ferrarese e l’ex Mercato del Pesce: sarà un momento utile per porre le basi di un percorso partecipativo sulla costruzione della futura manifestazione.







