“Questa città non ci può cacciare, vogliamo restare, vogliamo contare”. Con questo slogan, ripetuto attraverso un megafono, da questa mattina gli studenti baresi riuniti nella sigla Udu e Zona Franka protestano davanti alla Prefettura contro il caro vita e l’aumento degli affitti. I ragazzi sono riuniti in sit-in con tende a cartelli sui quali campeggiano frasi come “generazione all’asta” e “Italia quanto ci costi”. Una protesta, spiegano, nata per “rivendicare il diritto alla casa e allo studio” e per “chiedere alle istituzioni interventi concreti per contrastare una crisi che rischi di escludere sempre più persone dalla vita universitaria e della città”. Nel corso della mobilitazione il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha raggiunto gli studenti, incontrando alcuni rappresentanti. Presenta anche il consigliere regionale del Pd, Ubaldo Pagano.
“Non è accettabile – spiega la coordinatrice di Udu Bari, Sahar Locaputo – che studiare e vivere fuori sede diventi un privilegio riservato a chi può permetterselo. Il costo degli affitti e delle spese quotidiane pesa sempre più sulle spalle di studenti e famiglie, mentre trovare una casa dignitosa a un prezzo accessibile è diventato un percorso a ostacoli”. I ragazzi chiedono “politiche abitative pubbliche, nuovi posti letto accessibili, strumenti per calmierare i canoni e interventi capaci di rendere Bari una città in cui nessuno sia costretto a rinunciare al proprio percorso universitario per ragioni economiche”. La mobilitazione prosegue davanti a uno degli ingressi dell’Università Aldo Moro, in piazza Cesare Battisti.
La legge della Regione Puglia sugli affitti brevi, in via di approvazione, “è sicuramente un inizio” ma adesso occorrono “politiche nazionali sulle quali il governo tentenna”, ha spiegato il coordinatore di Zona Franka, Gennaro Cifanelli. Stamattina, incontrandoli davanti alla Prefettura, il sindaco Vito Leccese aveva annunciato l’imminente approvazione della norma. Dallo Stato gli studenti aspettano, in particolare, “investimenti per la costruzione di residenze universitarie pubbliche e per la costruzione di nuovi alloggi popolari” oltre a “una normativa incisiva sugli affitti brevi e sul mercato delle case”. “E’ inaccettabile – ha aggiunto il coordinatore della sigla – che studenti, giovani ricercatori e lavoratori per accedere a una casa debbano avere tante difficoltà. O che siano obbligati a vivere in delle stanze senza avere diritto a una propria abitazione”. “Il 17 ottobre – ha annunciato Cifanelli – saremo a Roma per partecipare alla manifestazione Via maestra. Oltre al tema della casa si toccano questioni come sanità, ricerca, scuola, riforme del mondo del lavoro, politiche industriali. Tutto ciò che servirebbe al Paese per garantire benessere e prosperità alle giovani generazioni”.







