Tra le quattro vittime dell’elicottero precipitato in Bosnia c’è anche una donna originaria di Andria. Si chiamava Laura Procacci ed era sergente del Corpo militare della Croce Rossa: ha perso la vita nello schianto dell’elicotteo CH-47 dell’Esercito Italiano, impegnato nell’operazione internazionale Eufor Althea.
Il mezzo è precipitato nei pressi di Brčko, nel Nord-Est della Bosnia-Erzegovina, probabilmente durante la fase di decollo. A bordo c’erano in tutto 15 persone: quattro hanno perso la vita, altre undici sono rimaste ferite. Secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa, nessuno dei feriti sarebbe in pericolo di vita. Le altre tre vittime sono il sergente dell’Aviazione dell’Esercito Simone Ruggia, il collega Claudio Marchesi e Franco Adriano Zecchillo, appartenente alla Croce Rossa Italiana.
Ed è sgomenta la comunità di Andria: “Una ragazza conosciuta per il suo temperamento e la sua testimonianza di forte positività. Una vita intrisa di volontariato e sani princìpi. Sono incredula”. È un passaggio del post, pubblicato sui social, dalla sindaca di Andria, Giovanna Bruno, che così esprime dolore sue e della città per la morte di Laura Procacci. La sergente aveva 32 anni.
“Come si fa a commentare dovendo elaborare una perdita così grave, così inspiegabile?”, prosegue la prima cittadina evidenziando “solo il desiderio di abbracciare come città quello che la giovane vittima è stata, nel ricordo di chi l’ha conosciuta, nel tormento di chi l’ha amata e negli ambiti che ha con onore servito”. Cordoglio è stato espresso anche da Domenico Lamanna, governatore della Misericordia di Canosa di Puglia di cui Procacci ha fatto parte per tre anni, dal 2019 al 2022 quando si è poi trasferita a Roma per intraprendere il percorso nella Croce rossa militare.
“In questo momento di grande smarrimento e dolore, la Chiesa di Andria leva la sua preghiera al Signore affinché accolga nella sua pace eterna la cara Laura, ricordandone l’abnegazione, lo spirito di servizio e la dedizione generosa vissuti nell’adempimento del proprio dovere”. È un passaggio del messaggio che il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, ha scritto per la morte di Laura Procacci. “Affidiamo alla misericordia divina anche le altre vittime della tragedia – continua Mansi – rinnoviamo la nostra vicinanza spirituale ai feriti, alle loro famiglie e a tutti i componenti delle Forze armate e del Corpo della Croce rossa italiana, colpiti da questo lutto che ferisce profondamente l’intero Paese”.
Si aggiunge anche il presidente della Regione, Antonio Decaro: “Esprimo, a nome mio e dell’intera Giunta regionale, il più profondo cordoglio per il tragico incidente aereo avvenuto nei cieli della Bosnia, che ha spezzato la vita di servitori dello Stato e volontari impegnati per la pace e la sicurezza internazionale. Tra loro Laura Procacci, originaria di Andria, sergente soccorritrice del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa”. “Laura Procacci – continua – è stata una giovane pugliese caduta mentre svolgeva il proprio dovere, animata da un profondo spirito di servizio e dedizione verso il prossimo”. “A lei, a tutte le vittime di questa tragedia e alle loro famiglie va il più sentito cordoglio, l’affetto e la vicinanza dell’intera comunità pugliese. Ai colleghi rimasti feriti nell’incidente rivolgo un pensiero di vicinanza e confido in una pronta e completa guarigione”.
“Di fronte a tragedie simili trovare le parole è difficile. Laura – scrive il sindaco di Canosa, Vito Malcangio – amava profondamente il suo lavoro, che svolgeva con passione e impegno. Aiutare gli altri, questa la sua missione, a servizio dello Stato, della collettività. Una giovane del nostro territorio, prima donna sottufficiale a prestare giuramento nel Corpo Volontario della Croce Rossa Italiana. A nome mio, dell’amministrazione comunale e della città che rappresento, la vicinanza e le condoglianze alla famiglia Procacci. Siamo in stretto contatto con le istituzioni competenti al fine di comprendere il protocollo ufficiale da seguire in occasione delle esequie. A Dio, Laura”.







