“Turni di adorazione eucaristica, recita del rosario e presidio dei luoghi di culto” nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre, per ‘contrastare’ tutto quello che è legato ad Halloween, “periodo storicamente sfruttato anche per riti sacrileghi, profanazioni o deviazioni occulte”. Il contenuto della nota diffusa nei giorni scorsi dall’associazione ‘Templari Oggi’ ha creato grande dibattito in tutta Italia. L’iniziativa, promossa anche in Puglia, ha diviso l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari: molte persone hanno reputato esagerati i concetti accostati dai templari alla festività importata dall’America, ma allo stesso tempo tantissima gente ha condiviso le parole utilizzate dall’associazione sottoscrivendone il sunto. A mettere sul tavolo della discussione ulteriori argomenti, interpellato da Telebari, è Domenico Porcelli, il referente regionale dell’associazione ‘Tempari Oggi’.
“Non c’è niente da festeggiare ad Halloween, è il momento in cui l’oscurità è alla sua massima potenza – dice Porcelli -. Nella notte di Halloween i satanisti si riuniscono per lanciare i loro anatemi. Noi, in contrapposizione, non facciamo altro che pregare. Chi sono i satanisti? Non i vandali che approfittano dell’evento Halloween per girare la città e fare danni. Quelli sono vandali e basta. I satanisti sono degli iniziati che sanno benissimo quello che fanno. Sono persone istruite che conoscono riti e il mondo dell’occulto”. Il gruppo di zona dei templari, quindi, oggi si riunirà in preghiera a Trani. Senza dare importanza ai tanti commenti negativi che hanno accompagnato l’annuncio dell’iniziativa. “Siamo abituati – dice Porcelli -. Del resto, siamo stati capaci di mettere in croce Gesù Cristo. Con i dovuti paragoni, siamo sulla giusta strada…”.
“I templari, in Puglia come in tutto il mondo, sono persone che hanno deciso di mettersi al fianco della Chiesa e di accogliere e custodire luoghi di culto – spiega ancora Porcelli –, partecipare e dare assistenza a grandi eventi religiosi come ad esempio il Giubileo appena trascorso, ci impegniamo anche nel recupero di chiese abbandonate. Dove è possibile diamo il nostro supporto al fianco della Chiesa. Giudicati come una setta? Non lo siamo. In primis, siamo una APS. Un’associazione di promozione sociale, riconosciuta dallo Stato. Ed essendo aperta a tutti, chiunque vi può partecipare. Se al nostro interno vi fossero iniziativa riconducibili a una setta, ci avrebbero segnalato. Vi dirò di più: abbiamo un accordo con il Ministero della Giustizia per sostenere chi ha subito lievi condanne, la cosiddetta ‘messa alla prova’. Se fossimo stati una setta, sicuramente il Ministero non avrebbe firmato un accordo con noi”.






