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martedì 19 Ottobre 2021
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Neonato abbandonato in chiesa e bimbo morto sotto l’auto del papà, Decaro ai baresi: “Comunità unita non giudica”

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“Ieri, a Bari, mentre un bambino di otto giorni veniva lasciato nella culla termica della parrocchia San Giovanni Battista, un altro bambino di due anni perdeva la vita in un tragico incidente, travolto dall’auto del suo papà. Una piccola vita sbocciava, in un modo così particolare. Un’altra sfioriva, per una insopportabile fatalità. Non ho trovato parole appropriate, chissà se ne esistono, per mettere ordine alle emozioni che si accavallavano, contrastanti. L’unica cosa che ho provato a fare è ‘stare vicino’”. Lo scrive su Facebook il sindaco Antonio Decaro, ricordando le due vicende accadute ieri a Bari: quella del piccolo Luigi affidato alla culla termica di una parrocchia del quartiere Poggiofranco e poi alle cure del reparto di Neonatologia del Policlinico, e quella del bambino di due anni morto nel campo rom della città.

“Ho incontrato il professor Nicola Laforgia (primario del reparto di Neonatologia e Terapia intensiva neonata del Policlinico di Bari, ndr) e i suoi collaboratori che in queste ore si stanno prendendo cura del piccolo Luigi. Ho incontrato, all’obitorio, i genitori che hanno perso tragicamente il loro Ezachel. Perché ora noi – scrive Decaro – dobbiamo prenderci cura di loro, di tutti loro. Senza giudicare, senza recriminare, senza puntare il dito. Così fa una comunità unita, nel dolore e nella speranza, di fronte a due famiglie che oggi più che mai hanno bisogno di noi”.

Sull’argomento è intervenuto anche Ludovico Abbaticchio, Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. “Due coppie di genitori dovranno vivere senza più avere accanto i loro piccoli – scrive tra le righe di una lunga riflessione -. Il mio ruolo non può non farmi interrogare sul ruolo che, in queste vicende, gioca una seria azione di prevenzione e di sostegno. Due storie diverse ma che ci indicano che forse è ora di preoccuparsi dei genitori, due con il loro ‘ti ameremo per sempre’, dichiarano il momento di grande disperazione che deve averli portati ad affidare in altre mani il loro figlio, due che non hanno parole per raccontare la loro perdita”.

“Con le dovute differenze – prosegue Abbaticchio -, non posso non domandarmi cosa è mancato loro, quale aiuto non hanno avuto, quale intervento economico o sociale non è stato fatto dalle amministrazioni competenti, per farli continuare a vivere in una situazione di così mortificante degrado, nel primo caso, o per indurli a un gesto così drammatico e definitivo, nel secondo. Come Garante non posso che sospendere ogni giudizio ma nello stesso tempo mi rivolgo a tutte le istituzioni preposte affinché, in ottica preventiva e di supporto, lavorino con specifici finanziamenti ed eventuali modifiche legislative alla realizzazione di progettualità che assumano come priorità il supporto alla genitorialità ed alle aspettative di vita dei nostri figli”.


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