Forte aumento dell’incidenza delle nuove positività anche nella settimana tra il 27 dicembre e il 2 gennaio. Il dato allarmante emerge dal monitoraggio della Asl: nel Barese il tasso settimanale si attesta a quota 660,4 per 100mila abitanti, con una crescita del 160,2% rispetto al periodo precedente. Una tendenza confermata anche dall’incidenza calcolata al 5 gennaio, pari a 780 casi per 100mila abitanti. Prima di Natale, il 23 dicembre, il tasso era di 122 casi per 100mila abitanti.
A Bari città nel periodo compreso tra il 27 dicembre e il 2 gennaio sono state riscontrate 2.410 nuove positività, contro le 954 della settimana presedente ed i 336 nuovi casi riscontrati nei sette giorni compresi tra il 13 ed il 19 dicembre: una escalation senza precedenti.
In questo contesto, la campagna anti Covid “sta profondendo il massimo sforzo per garantire la protezione del vaccino al maggior numero possibile di persone – spiegano dalla Asl – con i richiami dai 16 anni in su e con la prima dose per la fascia d’età tra 5 e 11 anni”. Negli ultimi sette giorni è stato superato il traguardo di 2,5 milioni di dosi somministrate nei centri vaccinali dell’Area metropolitana di Bari. Più di 1 milione e 44mila residenti di Bari e provincia hanno ricevuto la prima dose, poco più di 1 milione e 16mila hanno completato il ciclo vaccinale e i richiami “booster” viaggiano velocemente verso le 500mila dosi.
Le coperture vaccinali sono già molto elevate e con i richiami vengono ulteriormente rafforzate. Il 92% dei residenti over 12 ha ultimato il ciclo vaccinale primario, una percentuale che sale al 97% tra gli over 50, e il 66% dei cittadini over 16 vaccinabili (con ciclo completato da almeno 5 mesi) ha anche ricevuto la dose “booster”. Particolarmente protette le persone più anziane: il 77% dei settantenni ha già fatto la terza dose, così come l’88% degli ultraottantenni. La campagna vaccinale sta dando ottimi risultati anche tra i più piccoli da 5 a 11 anni. Sono infatti circa 21.500 le bambine e i bambini di Bari e provincia vaccinati con prima dose.
“Segnali confortanti della consapevolezza delle giovani generazioni, oltre che delle famiglie, rispetto all’importanza della vaccinazione nel contrasto alla pandemia – concludono dalla Asl -. Stesso senso civico, data la veloce diffusione della variante Omicron, è richiesto nell’applicazione delle regole di prevenzione alla vita quotidiana, all’aperto e al chiuso, in contesti abitativi e sui luoghi di lavoro”.







