Un comitato mobilitato (anche) attraverso i social e una richiesta urgente di soluzioni per tutelare il diritto allo studio – in serenità – dei ragazzi. Le polemiche sul ‘caso’ Cirillo non accennano a placarsi: i genitori hanno inviato alla dirigente, al sindaco Antonio Decaro e alle istituzioni una lettera formale, per ribadire come la comunicazione della chiusura sia “arrivata inattesa e abbia lasciato tutte le famiglie nell’apprensione e sgomento assoluto”. La tegola sulla testa delle famiglie degli studenti dello storico Convitto di Bari è arrivata nello scorso weekend (ne parliamo qui): le soluzioni temporanee trovate (spieghiamo tutto a questo link) non sembrano avere rasserenato gli animi.
“Sentimenti e sensazioni affatto sopiti anzi accresciuti dalle decisioni assunte dalle Istituzioni (Scuola e Città Metropolitana) e solo comunicate alle famiglie nella riunione del 15 ottobre – si legge nella lettera – Anche in questa circostanza la scuola ha scaricato sulle famiglie l’intero disagio della gestione di un evento che come ‘manutenzione ordinaria’ non è affatto imprevedibile. Una pubblica amministrazione efficiente ed efficace dovrebbe programmare i lavori sui propri immobili con sapiente capacità, al fine di evitare che diventino improcrastinabili e urgenti con un costo sociale altissimo”.
Costo “scaricato” esclusivamente su ragazzi già provati da due anni di lockdown – spiegano le famiglie – “ai quali viene di nuovo impedito lo svolgimento di una normale vita scolastica (promessa al momento dell’iscrizione e deflagrata ad un solo mese dall’inizio dell’anno scolastico) e sociale (attività extrascolastiche già avviate e regolarmente pagate dalle famiglie che non potranno essere recuperate). Il diritto allo studio è un diritto costituzionalmente tutelato che non può essere sacrificato per incapacità programmatorie delle pubbliche amministrazioni coinvolte nella manutenzione degli edifici pubblici”.
La soluzione proposta del doppio turno con la frequenza pomeridiana, “pertanto, è inaccettabile perché è dannosa per i nostri figli – la lettera si conclude così – Si chiede alla dirigente della scuola di trovare una soluzione affinché i ragazzi possano tornare tra i banchi la mattina, assicurando il servizio di semiconvitto regolarmente pagato dalle famiglie. A tal fine si chiede al Sindaco metropolitano di meglio contemperare i lavori che andranno eseguiti con le esigenze scolastiche e famigliari nonché senza stravolgere la programmazione scolastica. Finché non sarà trovata soluzione gli alunni e le famiglie saranno in mobilitazione e con espressa riserva di dare ulteriore e legale corso al fine di tutelare le nostre ragioni, interessi e diritti. Non si esclude di valutare altresì l’opzione di chiedere il nulla osta per l’iscrizione in altri istituti”.
Sui social è nato anche un comitato AttiAMOci per il Cirillo: link qui.







