Il tappeto rosso all’ingresso non è più consumato dalle suole dei clienti. La polvere sulle vetrate lascia intravedere l’arredamento, fermo da mesi come in una bolla. Le tapparelle sono chiuse: un lucchetto sbarra l’accesso, dal cancello balzano all’occhio gli ombrelloni chiusi e il prato da poco sistemato. “Dopo il Covid, non ha più riaperto: un vero peccato”, confessano i vicini di casa, che speravano nel ritorno dell’Hotel Rondò in attività.
E invece l’ultima tegola è cascata addosso ai lavoratori qualche giorno fa. Dopo due anni di attesa, la società che gestisce l’hotel e residence di corso Alcide De Gasperi ha comunicato la definitiva parola “fine” alla storia del complesso, almeno nell’assetto attuale. Niente più riapertura dell’albergo, dunque, con una decina di dipendenti per cui sono state avviate a settembre le procedure di licenziamento. La struttura aveva chiuso in piena pandemia, ma si sperava nella riapertura una volta passati i venti di tempesta.
“L’Hotel Rondò è punto di riferimento nella zona dagli anni Novanta, fino a prima della pandemia animava il quartiere – raccontano i residenti dei palazzi vicini – Chissà ora cosa ne sarà delle tante stanze, alcune affittate anni fa per intere settimane e mesi”. L’albergo, con 62 camere e sette stanze congressi, è di proprietà di una società immobiliare, Saigi. La società avrebbe comunicato ai dipendenti qualche giorno fa la volontà di non riaprire più, perché l’attività sarebbe stata messa in ginocchio prima dalla pandemia e poi dal caro bollette, cui non si riuscirebbe a fare fronte con le prenotazioni. Difficile immaginare che i lavoratori accettino passivamente la scelta: quale sarà il futuro del complesso, è ancora un’incognita.
Qualche mese fa è stata la volta del Palace: qui la nostra fotogallery durante lo sgombero dello storico albergo del centro di Bari.







