L’ultimo a salutare via Amendola è stato lo storico panificio Pagano, il “re dei panini di notte”, che tra la festa di San Nicola e l’estate dopo 48 anni ha chiuso bottega e si è trasferito in una nuova sede, su corso Benedetto Croce. Prima di Pagano, a dicembre, ad abbassare le serrande su via Amendola (invitando i clienti a visitare il nuovo punto vendita di via Pasubio) è stato Penny Market, che conserva ancora visibili dalle vetrate gli scaffali vuoti e qualche carrello superstite.
Su via Amendola piovono “Fittasi” e “Vendesi”: una sfilza di cartelli campeggiano in bella mostra su vetrine polverose, serrande chiuse, insegne scolorite di quelli che furono i negozi di una delle strade più trafficate di Bari. Il tratto compreso tra via Capruzzi e via Postiglione, è un pullulare di locali sfitti o in vendita, che hanno chiuso un capitolo di vita e aspettano di aprirne uno nuovo. Alcuni sono nella stessa condizione, immobili come in una bolla, da anni. Altri, invece, hanno salutato la clientela più di recente.
Dal 14 dicembre scorso ha chiuso il “Penny Market”, che con un cartello ha avvisato tutti del trasferimento in via Pasubio, ad angolo con via Giulio Petroni. Chiuso anche il bar “Dolce vita”, che allietava colazioni, pranzi e aperitivi dei tanti dipendenti degli uffici della zona.
E’ passato sotto silenzio (almeno delle cronache locali) il trasloco dello storico panificio Pagano, da quasi mezzo secolo simbolo del commercio e della ristorazione su via Amendola con i suoi celebri panini notturni, tappa fissa degli amanti della movida e dei locali da ballo di Bari e provincia. A chi ci passa ora davanti, la storica sede appare chiusa e vuota: ma niente paura, nessun addio. Il panificio si è solo trasferito su corso Benedetto Croce, al civico 76/A. “Stesso format, compresi i panini di notte, e anche stesso numero di telefono”, assicurano i titolari, che invitano tutti a scoprire la nuova casa a Carrassi.
Se te lo sei perso, leggi il nostro racconto di come sta cambiando via Quintino Sella, rinata grazie alla movida dei turisti.
A questo link, invece, c’è la nuova vita di via De Giosa. Non perderti neppure i reportage da corso Benedetto Croce (volti e storie di chi resiste) e via Carulli, anche qui con troppe vetrine chiuse.








