Ostie speciali, “imperfette come le nostre vite eppure tanto amate da Dio”. A realizzarle sono state i ragazzi dell’istituto penale per i minorenni “Fornelli” di Bari, che quest’anno hanno seguito un laboratorio eucaristico dal titolo “Eucarestia, il Pane del Perdono”, per cimentarsi in prima linea nella creazione manuale delle ostie per la Pasqua che saranno distribuite il Giovedì Santo al termine della Messa Crismale a tutti i parroci.
“Un piccolo segno del loro voler essere in comunione con tutti perché tutti siano parte dell’unico corpo che è la Chiesa, una Chiesa in cammino reclusa ma non esclusa”, scrive l’arcidiocesi di Bari Bitonto, che ha diffuso le foto delle speciali ostie. “Molto apprezzata dai ragazzi è stata l’immagine del cantiere – dice la diocesi – è diventata una speciale opportunità e un’occasione preziosissima per rilanciare il cammino della sinodalità”. Un giovane che ha partecipato al laboratorio ha espresso così il suo pensiero: “Mi piace questa immagine, qui ci sono i lavori in corso. Anche il tempo che passiamo qui in carcere è un cantiere dove pensare e progettare la nostra vita nel futuro”.
Se l’anno scorso come segno di partecipazione alla vita della Chiesa diocesana di Bari-Bitonto, i ragazzi hanno voluto offrire le essenze profumate per comporre l’olio del Crisma e a Natale hanno composto la preghiera “A Gesù Bambino”, stampata e donata a tutte le comunità della Diocesi, a Pasqua 2023 è stata la volta delle ostie.
“Il pane spezzato spezza le catene e rimette insieme i legami di amore e di amicizia, il pane si spezza perché si condivide così come la libertà deve essere condivisa con tutti e deve essere per tutti – è il senso dell’iniziativa – Il pane spezzato e donato è il segno dell’amore più forte della morte per questo spezza anche le dure catene che tutti portiamo. Un’ultima riflessione viene fatta sulla parola ‘dono’ che qualcuno dice sia l’anagramma di ‘nodo’, ciò ancora una volta ad indicare che la finalità del donare e del per-donare è quella di ricostruire i legami recisi e spezzati dall’errore e dal dolore”.
Ostie fatte a mano, poco precise, non perfettamente sferiche, sagomate male ma come le ha definite un ragazzo, “sono il simbolo della nostra vita preziosa che spesso non è precisa e perfetta ma che a Dio piace lo stesso perché per lui non siamo persi ma unici e irripetibili”.
Da una chiacchierata con uno di loro la diocesi ha raccolto una grande lezione eucaristica: “Spero che ogni volta che alzerete quelle ostie durante la consacrazione possiate sentire le nostre mani che ve le hanno preparate, possiate vedere i nostri volti, i nostri cuori. In quel piccolo pezzo di pane ci sono le nostre storie, ci siamo noi e i nostri errori e il nostro cammino di conversione”. Un altro gli fa eco. “Perdonare ci fa sentire voluti bene, amati, ci fa rimettere in piedi e ci fa capire un po’ cosa sia la resurrezione di Gesù. Il perdono è una vera rivoluzione, cambia il modo di vedere la vita”.







