Nel territorio della città metropolitana di Bari sono presenti numerose palestre scolastiche disponibili ad essere aperte alle associazioni sportive. Circa settanta – solo all’interno di istituzioni del secondo ciclo – che, previa verifica dei requisiti necessari, possono essere aperte alle associazioni in attività extrascolastiche. Molte di queste strutture sono per fortuna già utilizzate da ‘esterni’ per tante attività originali, ma tante ancora non possono esserlo di fatto a causa di problematiche logistiche ed economiche. A denunciare le difficoltà sono le associazioni sportive, che si sono rivolte a Telebari per comprendere dove sia l’inghippo.
Ad approfondire la questione è Marco Bronzini, consigliere delegato alla Programmazione scolastica ed Edilizia Scolastica della Città metropolitana di Bari. “Il territorio della città metropolitana di Bari è ricco di strutture scolastiche dotate di palestre – spiega Bronzini a Telebari – che possono essere messe a disposizione delle associazioni sportive in orario extrascolastico. Le strutture che noi affidiamo alle singole istituzioni scolastiche sono dotate di una palestre e campi da gioco con requisiti edilizi specifici, che consentono precise attività sportive a seconda delle volontà scolastiche e delle opportunità di arredi sportivi disponibili ed installabili, nonché della configurazione architettonica”.
Il regolamento prevede che un’associazione sportiva con determinati requisiti, possa fare domanda per l’utilizzo della palestra in orario extrascolastico. L’autorizzazione all’utilizzo viene concessa, nel rispetto dell’attuale regolamento, previo parere positivo del Consiglio d’Istituto di riferimento che ne stabilisce giorni, orari e modalità in rapporto convenzionale. Nonostante, quindi, la presenza di un regolamento della Città metropolitana (che non può comunque prevalere sulla volontà delle autonomie scolastiche), tante sono le difficoltà oggettive che impediscono a molte istituzioni scolastiche di rispondere positivamente alle istanze delle associazioni sportive richiedenti.
“Il problema è che non siamo noi a gestire l’apertura e la chiusura di queste palestre – prosegue Marco Bronzini – ma è l’associazione che fa domanda a noi e alla scuola. Per poter accedere a molte di queste strutture, bisogna entrare nell’interno dell’istituto e ciò comporta la necessità di una vigilanza di fiducia da parte della scuola che spesso ha difficoltà nel trovare la disponibilità di un collaboratore scolastico per fare turni di straordinario in orario extrascolastico, e conseguentemente ciò rappresenterebbe un costo significativo per le associazioni che si dovrebbero fare carico di questa spesa nel rispetto di quanto previsto dal CCNL del comparto scuola”.
Per ovviare a questo inconveniente sarebbe necessario che le palestre, e i servizi annessi, fossero completamente distaccate dall’edificio scolastico. “In questo modo si potrebbe stabilire nella convenzione – prosegue- un rapporto di responsabilità ben dettagliato, in cui potrebbe essere regolamentata una gestione autonoma in giorni ed orari compatibili della struttura sportiva da parte della associazione richiedente”.
La Città metropolitana negli ultimi giorni si è, poi, concentrata a risolvere un altro problema. “Abbiamo verificato che alcuni certificati di prevenzione antincendio delle scuole in leasing prevedono l’utilizzo delle palestre solo da parte di personale – dice ancora Bronzini – ecco perché abbiamo dato incarico a professionisti di aggiornare i certificati al loro rinnovo, dando priorità alla risoluzione di questo aspetto”.
Infine sono stati intercettati i finanziamenti per costruire quattro nuove palestre: una su tutte, quella del Panetti di Bari, che sarà demolita e completamente rinnovata.








