Sette classi trasferite alla media Laterza, quindici in quello che era un centro di formazione e asilo nido nel quartiere Madonnella, all’ombra della chiesa di San Giuseppe e a pochi passi dal cinema Esedra. Con grande allarme dei genitori, che si aspettavano lo spostamento nelle due sedi a fine anno scolastico. Entro il 31 marzo, però, il cantiere che demolirà e ricostruirà integralmente l’istituto Romanazzi di Bari deve prendere forma, pena la perdita di 13 milioni e mezzo di euro di fondi Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). La rivoluzione del Romanazzi è dunque cominciata. Da oggi gli alunni delle prime e delle seconde sono stati trasferiti al secondo piano della scuola Laterza, non lontana dall’attuale sede di via Celso Ulpiani. Le terze, quarte e quinte, invece, saranno spostate dal 25 marzo nei locali a piano terra dell’Istituto Monsignor Curi di Madonnella, come comunicato formalmente dalla Città metropolitana alla scuola la scorsa settimana.
Il progetto del futuro Romanazzi non prevede un ‘semplice’ restyling di facciata: la scuola sarà demolita e interamente ricostruita grazie al finanziamento di 13 milioni e mezzo di euro di fondi Pnrr. Un tesoretto importante, che consentirà di ricostruire l’edificio richiamando l’idea di un teatro con un ‘palcoscenico didattico’, su 4 piani, ispirato proprio ai contenitori culturali della città. “Sarà la scuola più bella di Bari”, assicura il consigliere delegato all’edilizia scolastica della Città metropolitana, Marco Bronzini, che sta seguendo il progetto. Il cantiere è in fase di preparazione e i lavori andranno rendicontati entro la tarda primavera del 2026, come prevedono il cronoprogramma e le scadenze dettate dal Pnrr. Il trasferimento degli studenti, però, non è stato indolore. Oggi a protestare sono stati i genitori di prime e seconde, allarmati dalla nuova collocazione degli studenti nel plesso della Laterza. “I ragazzi devono entrare e uscire attraverso una scala antincendio – lamentano i genitori a Telebari – percorrendo due piani su questa struttura esterna, ogni giorno. Conosciamo i ragazzini e sappiamo che per loro la distrazione è più frequente degli adulti, quindi questa soluzione non ci fa sentire sicuri”. Con i genitori degli studenti più grandi, poi, condividono la preoccupazione per la perdita di alcuni spazi importanti, come la palestra – ci dicono – e i laboratori, nello specifico le aule informatiche, indispensabili per gli indirizzi del tecnico. “Arrivare a Madonnella, inoltre, è scomodo per molti pendolari”, insistono i genitori.
Bronzini, però, prova a spegnere le polemiche e a rassicurare tutti. “Intanto ci tengo a precisare che dovevamo fare partire subito i lavori perché altrimenti avremmo perso i fondi – ribadisce a Telebari – ma per farlo abbiamo cercato gli incastri migliori, facendo anche lavori di adeguamento dei bagni del centro di formazione di Madonnella”. Sulla scala antincendio Bronzini promette verifiche e si dice “completamente a disposizione dei genitori per chiarire ogni dubbio”. “Aggiungo inoltre che la struttura di Madonnella è dotata di palestra coperta e anche di campi da calcio esterni, per i quali abbiamo avviato delle interlocuzioni con la proprietà, sperando di poterli utilizzare – conclude – Con il dialogo certamente risolveremo tutto al meglio”.
(In apertura la video intervista a Marco Bronzini)







