Mancano circa due settimane all’inizio dell’anno scolastico, anche meno per alcuni istituti baresi. I primi a tornare tra i banchi di scuola il 4 settembre saranno gli alunni che frequentano il corso di studi sperimentale indirizzo Tecnico e Turismo quadriennale, dell’istituto Gorjux-Tridente-Vivante, gli ultimi i ragazzi del Fermi, che rientreranno in classe il 16 settembre, allineandosi alla maggior parte dei plessi scolastici pugliesi e al calendario regionale. “Aperture premature”, a dire di molti docenti e associazioni di categoria, preoccupati per il caldo infernale che continua ad attanagliare la Puglia. Sono in tanti, come ogni anno, a richiedere di posticipare il rientro a scuola ai primi di ottobre per via delle altissime temperature, nonostante la contrarietà di moltissime famiglie.
Secondo l’Associazione nazionale insegnanti e formatori e altri sindacati di docenti, bisognerebbe rivedere il calendario con maggiore lungimiranza, per evitare malori improvvisi dei ragazzi in classi spesso surriscaldate, scarsamente ventilate e affollatissime, in cui non vi sono sistemi di climatizzazione adeguati. Per questo motivo è stato chiesto al Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, di valutare la possibilità di far slittare le date. Il neoassessore all’istruzione del Comune di Bari, Vito Lacoppola, è scettico in merito alle riaperture settembrine. “Sarei dell’opinione che col mutamento climatico e con la rinnovata vocazione turistica della nostra regione il calendario scolastico dovrebbe prevedere una partenza spostata a fine mese o al massimo al primo ottobre. Ma vanno contemperate anche le esigenze lavorative della componente genitoriale. Non vi è dubbio che, oltre al Pnrr – ha proseguito l’assessore – va estesa la ricerca a tutte le fonti finanziarie che possano far migliorare l’efficientamento energetico dei nostri plesso scolastici”.
Abbiamo chiesto alla dirigente dell’istituto comprensivo Japigia 1 Verga di Bari, Patrizia Rossini, se sono pronti ad accogliere i ragazzi e in che modo fronteggeranno la calura in classe dal 13 settembre. “Questo caldo così insisente non era prevedibile. Quest’anno con l’anticipo di una settimana circa sarà ancora peggio – ha spiegato la dirigente – . Negli anni abbiamo cercato di montare i ventilatori in quasi tutte le aule, che rendono comunque gli ambienti più vivibili. Però noi abbiamo fatto e facciamo tutt’ora didattica all’aperto, in alcune zone di Bari e anche nei nostri giardini, in cosiddette aule verdi con coperture che riparano dal sole e dalla pioggia, allestite con banchi e sedie. Un metodo adottato fin dal periodo pandemico”.







