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mercoledì 17 Agosto 2022
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Puglia, si torna in classe lunedì 10 gennaio: nessuna ordinanza all’orizzonte

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Le richieste arrivano da più fronti, qualche genitore annuncia di ricorrere all’istruzione parentale per evitare il rientro in classe lunedì 10 gennaio, come deciso dal Governo. Michele Emiliano, però, stavolta non sembra intenzionato a firmare un’ordinanza che consenta agli studenti pugliesi di rimanere a casa in didattica a distanza, come successo ripetutamente lo scorso anno. Non lo consentono i dati dei contagi e dell’occupazione degli ospedali, che lasciano la Puglia ancora (nonostante tutto) in zona bianca, e non aiuterebbe neppure la fermezza del Governo, che continua a ribadire la decisione di riportare tutti in classe.

Sono oltre duemila i presidi italiani che hanno firmato una petizione per chiedere di rimandare il ritorno in classe; alla raccolta firme si sono aggiunti ora anche i docenti. Il gruppo “Genitori pugliesi favorevoli alla Dad” continua a lanciare appelli al presidente Emiliano per replicare una delle ordinanza che hanno caratterizzato lo scorso anno scolastico, con la possibilità di scelta lasciata alle famiglie tra lezioni in presenza e didattica a distanza, nel segno della didattica digitale integrata. Nessuna dichiarazione ufficiale arriva da Emiliano e dal suo staff, ma al momento sembra non ci sia alcun provvedimento all’orizzonte. Facile immaginare quale sia il ragionamento alla base della scelta: ogni ordinanza deve essere inquadrata in una cornice giuridica che la blindi da possibili ricorsi. E accompagnata da una relazione sulla situazione epidemiologica che giustifichi un provvedimento più restrittivo della linea del Governo, in capo al quale è la competenza sulle scuole. Al momento la Puglia è in zona bianca ed è prima regione in Italia per percentuale di bambini vaccinati nella fascia 5-11. Dunque l’infrastruttura giuridica per reggere un’ordinanza sarebbe estremamente debole, almeno stando allo stato attuale delle cose. Emiliano non vorrebbe ripetere il ‘balletto’ di ricorsi e controricorsi verificatisi lo scorso anno, e continua quindi l’interlocuzione con il Governo, insieme agli altri presidenti di regione.

Da lunedì 10 si tornerà così in classe, con le nuove regole per la gestione dei casi di positività in ambito scolastico, decise dal Consiglio dei ministri. Eccole nello schema diffuso dal ministero dell’Istruzione.

Scuola dell’infanzia – Servizi educativi per l’infanzia:
Con un caso di positività si applica al gruppo classe/alla sezione la sospensione delle attività, per una durata di dieci giorni.

Scuola primaria:
Con un caso di positività si attiva la sorveglianza con testing del gruppo classe: l’attività prosegue in presenza effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0). Il test sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per tutta la classe, la didattica a distanza per la durata di dieci giorni.

Scuola secondaria di I e II grado:
Con un caso di positività nella stessa classe è prevista l’autosorveglianza con la prosecuzione delle attività e l’uso delle mascherine ffp2. Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che non hanno avuto la dose di richiamo e hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per coloro che sono guariti da più di 120 giorni. Per tutti gli altri è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’autosorveglianza e l’utilizzo di mascherine ffp2. Con tre casi nella stessa classe è prevista la didattica a distanza per dieci giorni per tutta la classe.

 

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