Sono state ammesse come parti civili le 20 donne che ritengono di essere state molestate dal ginecologo Giovanni Miniello e le 12 associazioni, fra queste l’Ordine dei medici, che avevano chiesto di costituirsi nel processo: è questo l’esito dell’udienza preliminare a carico di Miniello, il medico 69enne arrestato il 30 novembre 2021 per violenza sessuale aggravata su due pazienti, per averle molestate durante le visite.
Il ginecologo – secondo le indagini – proponeva alle pazienti rapporti sessuali come cura per il papillomavirus e per prevenire il tumore dell’utero. In serata il gup Alfredo Ferraro deciderà se rinviare a giudizio l’indagato, come chiede l’accusa. Il difensore Roberto Eustachio Sisto ha invece eccepito la nullità della richiesta di rinvio a giudizio a causa della genericità di alcuni capi di imputazione, la nullità dell’incidente probatorio sui dispositivi informatici (due cellulari e un pc del medico), l’improcedibilità per assenza di querela di tre persone offese e il proscioglimento perché il fatto non sussiste.
Al professionista la pubblica accusa contesta i reati di violenza sessuale aggravata tentata e consumata e anche le lesioni personali. I racconti di otto presunte vittime sono stati cristallizzati in un incidente probatorio. Le vittime hanno un’età compresa tra 27 e 48 anni. I fatti contestati risalgono agli anni 2010-2021, alcuni denunciati anni dopo.








