(servizio video di Roberto Maggi)
Fra le 27 persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Bari, nell’ambito dell’operazione contro un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga, c’è anche Alceste Cavallari, figlio di Francesco, ex numero uno delle Case di cura riunite pugliesi. Il 56enne è accusato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione a fini di spaccio.
Dal provvedimento si legge che Cavallari, in concorso con un altro indagato, avrebbe agito in qualità di “fornitore della sostanza stupefacente, del tipo marijuana e hashish, acquistata in territorio spagnolo, adoperandosi nelle varie fasi di carico, scarico e trasporto dello stupefacente”. Il coinvolgimento di Cavallari è provato da una serie di intercettazioni telefoniche. Una, in particolare, captata il primo aprile 2022, ha registrato il racconto reso da Cavallari relativamente a una spedizione di droga dalla Spagna all’Italia, affidato a una piattaforma online con la droga occultata in una cassa, trasportata su un furgone fino alla piattaforma logistica nella città di Alcalà de Guadaira, in Spagna, e poi proseguita attraverso una staffetta con altre persone per eludere i controlli. Il tutto monitorato attraverso un dispositivo Gps. Il pacco è poi arrivato in un esercizio commerciale di Altamura, in provincia di Bari, di proprietà della mamma di un altro indagato.
Secondo l’accusa Cavallari, con altri tre indagati, avrebbe importato dalla Spagna “25,52 chili di marijuana e 26,94 di hashish destinati allo spaccio al minuto, con l’aggravante della trasnazionalità”. Il gip nell’ordinanza descrive anche “la spiccata capacità criminale” di Cavallari, giustificando la richiesta della misura cautelare in carcere con la possibilità che possa “tornare a delinquere, mantenere i contatti con i sodali, fornitori esteri e acquirenti”.







