“Cara mamma ti voglio tanto bene. Resta sempre nel mio cuore. Sei la persona che amo di più al mondo”. Inizia così la lettera del più grande dei due figli di Vincenza Angrisano, la donna uccisa martedì scorso dal marito ad Andria e letto al termine della cerimonia funebre dalla sindaca della città, Giovanna Bruno. Nella lettera dedicata alla madre il ragazzo ha voluto dichiarare tutto il suo amore: “Mi ricorderò sempre del tuo sorriso e del tuo aspetto solare. Guardami da lassù. Riesco ancora a sentire la tua voce, riesco ancora a sentire la felicità che avevi per la vita, riesco ancora a sentire la tua mano morbida che mi abbraccia. Cara mamma aspettami lassù perché alla morte non c’è rimedio, ma quando sarò vecchio ti raggiungerò. Ora guardo le tue foto e ascolterò i tuoi audio. Sento ancora il tuo abbraccio caldo e affettuoso. Cara mamma ti voglio bene”.
Il fratello di sei anni ha invece fatto un disegno per la sua mamma che ha consegnato alla prima cittadina. “Il sorriso è la vostra mamma che vi protegge, rassicura e incoraggia – ha detto Bruno rivolgendosi ai bambini – il sorriso è lei”. La sindaca ha sottolineato la condivisione della “atroce sofferenza” da parte della “città che è la vostra casa, che ha le braccia allargate per accogliere umanità. Noi siamo chiamati a recuperare l’umanità che qui si sta facendo preghiera e non spettacolo né curiosità”. Bruno ha ribadito la condanna della violenza “in ogni sua forma, senza che vi sia alcuna giustificazione”. All’uscita dalla cattedrale, gremita di persone, un applauso ha accolto il feretro che è stato abbracciato dalla mamma e dalla sorella della 42enne.
Durante l’omelia, invece, il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, ha chiesto a Dio di custodire con amore di Padre i suoi figli e “di usare misericordia con Luigi”. Ma anche di perdonarci “se alla notizia di questa ennesima tragedia che ha umiliato e macchiato di vergogna la nostra comunità civile ed ecclesiale, abbiamo coltivato sentimenti di sdegno e di vendetta. La nostra sorella Enza è il chicco di grano che morendo certamente produce molto frutto nella vita dei suoi figli che se da una parte cresceranno senza lo sguardo, gli abbracci, i baci della mamma, certamente – ha continuato il vescovo- troveranno accanto a loro tante belle persone che non faranno mancare loro tutto l’affetto necessario per una crescita serena e ricca di frutti buoni per la vita, nell’attesa di poterci tutti incontrare nell’abbraccio eterno del cielo”. “A noi dona – ha concluso mons. Mansi – il coraggio, nonostante tutto, di custodire, servire e amare la vita sempre, dovunque e comunque”.
Video di Massimo Pillera







