È stato condannato a cinque anni e mezzo di reclusione Giuliano Pasquale, ex appuntato dei Carabinieri accusato di aver aiutato il componente di una presunta associazione di narcotrafficanti a confezionare falsi documenti d’indentità. La sentenza è stata pronunciata nel tardo pomeriggio di ieri dai giudici della seconda sezione collegiale del Tribunale di Bari (presidente Giovanni Zaccaro) i quali hanno ridotto la pena di sei mesi rispetto ai sei anni che erano stati invocati dal pubblico ministero di udienza Daniela Chimienti.
L’ex militare, all’epoca dei fatti in servizio nella stazione di Molfetta, era finito agli arresti domiciliari nel luglio del 2020, nell’ambito di un’operazione denominata “Klumi”, condotta dagli investigatori della Dia di Bari.
Stando alle contestazioni, l’imputato avrebbe agito su istigazione di un cittadino albanese, al quale avrebbe rivelato anche informazioni riservate, in relazione a un sequestro di 459 chili di sostanza stupefacente effettuato a Saranda – in Albania – nel giugno del 2018. Condotta che gli è costata anche l’accusa di accesso abusivo al sistema informatico, oltre a quella di fabbricazione di documenti falsi.
L’inchiesta, coordinata dai magistrati della Direzione distrettuale Antimafia di Bari di concerto con le autorità albanesi, culminò con l’esecuzione di 37 misure di custodia cautelare, in relazione a un’ipotesi di traffico internazionale di stupefacenti fra il Barese e il Paese delle Aquile.








