Ennesima aggressione ai danni del personale del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Questa mattina, giovedì 28 dicembre, un infermiere impegnato nel triage ha perso i sensi dopo un diverbio con la nonna e il papà di un piccolo paziente arrivato in ospedale. L’infermiere, impegnato nel triage, si sarebbe accasciato dopo gli insulti e le minacce, raccontano i testimoni, e avrebbe dunque perso i sensi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per raccogliere la denuncia. L’infermiere è rientrato a casa in stato di shock.
Non si tratta, purtroppo, del primo episodio ai danni del personale medico infermieristico del pronto soccorso dell’Ospedaletto di Bari. A marzo scorso, solo per citare gli ultimi casi, un papà aveva staccato una porta ferendo un medico. A luglio ad avere la peggio è stato un vigilante, con tanto di naso rotto. ‘Incandescente’ è il clima che ogni anno si respira nei punti di primo accesso dell’ospedale dei bambini, cui a centinaia si rivolgono ogni giorno nel periodo di massimi picchi di influenza e di malanni stagionali, che inevitabilmente rallentano l’ordinaria attività. Ferma la condanna delle aggressioni da parte dei medici e degli infermieri del servizio sanitario, che sottolineano come proprio questi tristi episodi creino ulteriormente disagi a tutta l’utenza.
“Nessun atto di violenza è giustificabile. Noi non possiamo tollerare che i nostri professionisti che si dedicano all’assistenza dei bambini e dei più fragili, siano oggetto di minacce o, peggio, di violenze. Per questo motivo denunceremo direttamente come azienda sanitaria l’aggressore”. Queste le parole di condanna del direttore generale dell’azienda Policlinico di Bari Giovanni Migliore.








