“Una scena apocalittica. Sono a Baltimora per lavoro e poco dopo il fatto ero lì: è stato davvero impressionante”. Poche parole, ma molto significative. In più, una serie di foto. Arrivano da un giovane barese che in questi giorni è negli Stati Uniti per questioni legate alla sfera lavorativa. Suo malgrado, quindi, si è trovato di fronte al crollo del Francis Scott Key Bridge di Baltimora: uno dei ponti più lunghi, iconici e importanti d’America. Ad abbatterlo è stata una gigantesca nave cargo.
Per ora il bilancio provvisorio parla di 6 dispersi, ma secondo l’azienda edile per cui lavoravano “probabilmente sono morti”. Data la profondità e la temperatura dell’acqua, nonché l’altezza dalla quale si sono schiantati, le speranze di ritrovarli vivi sono poche: la Guardia Costiera americana ieri ha temporaneamente sospeso le ricerche.
“Le acque sono troppo pericolose per i sommozzatori, ma continueremo con delle navi nella notte”, ha spiegato ieri il capo della polizia del Maryland, annunciando che le ricerche subacquee riprenderanno oggi, mercoledì 27 marzo, alle ore 11 italiane. “Data la temperatura dell’acqua e il tempo trascorso dal crollo del ponte non crediamo che riusciremo a trovare nessuno dei sei dispersi ancora vivo”, ha detto da parte sua il capo della Guardia Costiera di Baltimora.








