Nella mattinata di oggi gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari hanno arrestato e portato in carcere quattro persone, tutte con precedenti di polizia, ritenute appartenenti al clan Capriati: gruppo criminale operativo nel borgo antico di Bari. Tra loro c’è anche il nipote di Lello Capriati, boss ucciso la sera di Pasquetta a Torre a Mare: si tratta di Giuseppe Capriati, 27enne figlio di Domenico (detto Mimmo, fratello di Lello) e pure lui ucciso, nel 2018 in un agguato a Japigia. Con lui in manette anche il 28enne Onofrio Lorusso, cognato di Lello Capriati, il 21enne Vito Lucarelli e Michele Schiavone, di 20 anni. I quattro rispondono, in concorso tra loro, dei reati di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e detenzione al fine di spaccio di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
“I fatti a loro contestati traggono origine dal sequestro di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente e di una pistola – spiegano dalla Questura – avvenuto a Bari il 29 settembre scorso in piazzetta dei Marinai. Proprio lì, in un locale in disuso, furono rinvenuti e sequestrati 475 grammi di cocaina, 716 grammi di hashish e circa 3 chili di marijuana. Oltre a una pistola revolver Smith & Wesson calibro 357 magnum con sei proiettili nel tamburo. I rilievi eseguiti su quanto rinvenuto, quindi – concludono dalla Questura – hanno consentito di individuare, su alcuni reperti, quattro frammenti di impronte digitali riconducibili alle persone arrestate oggi”.








