Nella stazione ferroviaria di Barletta un uomo aggredisce la capotreno con urla e calci: la ragazza finita in ospedale, è attualmente ancora in stato di shock, mentre l’aggressore è stato fermato dalle forze dell’ordine. Secondo quanto riportato dalla CGIL la lavoratrice si trovava ieri al quarto binario in attesa della partenza di un treno e stava rispondendo alle domande dei viaggiatori, quando ad un certo punto uno dei passeggeri avrebbe cominciato ad affermare con arroganza di voler prendere il mezzo senza biglietto, cercando di farsi largo con la sua bicicletta per salire sul convoglio. I toni, minacciosi fin da subito, si sono scaldati ulteriormente con l’intervento di un carabiniere lì presente che ha cercato di dare supporto alla capotreno, ma l’uomo è riuscito comunque ad assestare due calci nell’addome della ragazza, che è così caduta a terra.
Sono state immediatamente allertate le autorità e la giovane è tutt’ora molto scossa per via dell’accaduto. “Bisogna riuscire a potenziare i controlli, ormai le aggressioni per futili motivi sono all’ordine del giorno”, denuncia a Telebari il sindacalista della CGIL Gennaro Fiorentino, “quando sei sul posto di lavoro pensi di essere in una zona di confort, e di poter stare tranquillo. I lavoratori vanno tutelati, è necessario intervenire per proteggere i presidi”. Le stazioni insomma sembrerebbero essere ancora dei luoghi non del tutto sicuri per viaggiatori e addetti ai servizi, senza contare il fatto che riprendere a lavorare per questa giovane capotreno non sarà semplice, considerando l’esperienza appena vissuta.
In un comunicato FILT CGIL, FIT CISL, UILT, UGL Ferrovieri, FAST e ORSA dichiarano: ““Le OOSS esprimono solidarietà e vicinanza ai lavoratori vittime di questi drammatici episodi che testimoniano un ‘trend’ in crescita. Da tempo Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Uil, Ugl Ferrovieri, SLM Fast Confsal, Or.S.A. Ferrovie stigmatizzano tali atti criminali chiedendo di aprire realmente un confronto a tutti i livelli. Si invita pertanto le aziende del Gruppo Fs coinvolte, le Prefetture e la Regione Puglia ad intervenire per ciò che è di loro competenza al fine di contrastare e mettere in campo ogni azione possibile atta a eliminare il fenomeno degli atti di violenza nelle aree ferroviarie e sui treni”.








