Un attento studio delle vittime – rigorosamente anziani – per carpire nomi e abitudini. Poi una scusa credibile, la richiesta di aiuto per un appuntamento inesistente, falsi abbracci e moine, per potere mettere le mani intorno al collo e strappare via i monili. Un copione rodato, che purtroppo continua a funzionare. “A cadere nella trappola stavolta sono stati i miei genitori, che vivono soli e non hanno avuto la forza di difendersi”, racconta a Telebari Anna Moschetti, che ha denunciato sui social la truffa della “donna peruviana”, in un post diventato in poche ore virale.
“I miei genitori sono anziani e vivono da soli a Torre Canne – Anna ricostruisce il contesto in cui si è consumata la rapina – Mio padre, inoltre, è disabile e non deambula: condizione che gli rende impossibile reagire e difendersi”. Tutto è cominciato in una calda mattina del ponte di Ognissanti, quando la mamma di Anna è uscita per strada a prendere un po’ d’aria, poco lontana da casa. “Le si è avvicinata una donna sulla 40ina – spiega Anna – che le ha detto di essere peruviana, di essere una domestica delle pulizie alla ricerca di una certa Maria, futura datrice di lavoro con cui aveva un appuntamento”. Il nome citato non era casuale, se è vero che la mamma di Anna si chiama Maria, come anche una vicina di casa. La sequenza della truffa è stata ricostruita grazie alle telecamere di videosorveglianza private dell’abitazione. “Mia madre ha chiesto al mio papà se sapesse qualcosa di questo appuntamento, ma lui ovviamente ha negato – ricorda Anna – così la donna ha approfittato dello scambio di parole tra i miei, per introdursi nella veranda e cominciare ad abbracciarli con finta gratitudine e falso affetto”. Uno stratagemma, evidentemente, per mettere le mani addosso ai due anziani e preparare il terreno per il furto delle collanine d’oro che avevano al collo.
“Quando mia madre è entrata in casa per telefonare alla vicina, di nome Maria, la donna si è lanciata su mio padre, che ha provato in tutti i modi e con tutte le sue difficoltà a respingerla: dalle immagini, però, si vede nitidamente che girava la collana per provare a staccarla”. Provvidenziale è stato l’arrivo in auto della vicina di casa, insospettita dai racconti telefonici sull’insolita presenza. “Quando è arrivata l’amica dei miei genitori, la donna ha compreso che la situazione si complicava, quindi è corsa in casa e ha strattonato mio padre, riuscendo a strappare via la collana – è la rabbia di Anna – Un gesto che fa male, soprattutto per il valore affettivo che quel gioiello aveva, poiché era il regalo di nozze di mia madre, indossato da 37 anni“. Il dispiacere è anche per l’impatto psicologico della rapina. “Mio padre è stato traumatizzato, ha subito una terribile violenza – confessa Anna – perché si è sentito impotente, incapace di reagire a causa della sua disabilità. Sta ancora tanto male”.
Anna ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri di Pezze di Greco, che potrebbero acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali. “Ho voluto fare un post su Facebook per allertare tutti – ribadisce Anna – che sta girando moltissimo e credo anche stia funzionando, visto che sono stata contattata da una signora di Montalbano, i cui genitori sono stati avvicinati dalla stessa donna con identica scusa, ma sono riusciti a salvarsi perché avevano saputo della mia denuncia”. L’appello di Anna è anche alle forze dell’ordine e al Comune di Fasano, affinché potenzino la presenza di telecamere e controlli a Torre Canne, frazione abitata e frequentata da tanti anziani e giovanissimi. “Con la donna peruviana girava anche una Volvo nera – l’allerta di Anna – dunque state attenti a cogliere ogni movimento sospetto”.








