Un vasto incendio si è sviluppato nella notte intorno alle 2 tra Palo del Colle e Modugno, a ridosso della Statale 96. A prendere fuoco un’azienda che si occupa di smaltimento dei rifiuti, Ecogreen planet, già in passato colpita da altri incendi: l’area interessata è superiore ai tremila metri quadri. Sul posto sono a lavoro incessantemente i Vigili del Fuoco, che dopo avere spento le fiamme dovranno ricostruire la causa e la dinamica dell’accaduto.
L’incendio è vasto e la situazione allarmante: alle tre squadre dei Vigili del Fuoco del luogo si sono aggiunti i colleghi di Molfetta, Taranto e Barletta, ed è in arrivo anche un’autobotte da Caserta. Sono almeno 30 gli uomini impegnati da ore a domare le fiamme. La nube di fumo nero è visibile anche dai paesi limitrofi e dalla Statale 96, come mostrano le foto scattate dagli automobilisti. Indagano i Carabinieri.
“Attendo l’esito del monitoraggio del personale dell’Arpa per capire se firmare una ordinanza oppure no”, spiega Tommaso Amendolara, sindaco di Palo. “Sarà oggetto di interesse non solo il territorio che si trova più vicino al luogo del rogo, il cosiddetto quadrante di fumi, ma anche le aree di ricaduta”, aggiunge il primo cittadino che ha raggiunto alle cinque del mattino la zona in cui si sono sviluppate le fiamme. “Se gli accertamenti dell’Arpa dovessero rilevare criticità procederò a emettere un provvedimento che tuteli la città”, continua Amendolara spiegando che “i venti spirano ora da nord e questo allontana il fumo dal centro abitato”. Per il sindaco “serviranno almeno tre o quattro giorni per estinguere fiamme e fumo”. Sulla natura dell’incendio invece non si esprime. “Attenderemo la relazione dei vigili del fuoco e le indagini dei carabinieri”, conclude.
PARTE IMPIANTO GIA’ SOTTO SEQUESTRO: IN CORSO I CONTROLLI DELL’ARPA
Una parte dell’impianto della Ecogreen planet Srl di Palo era stata sottoposta a sequestro a causa di un altro rogo scoppiato il 7 giugno di quattro anni fa. Lo ricorda Ansa. Infatti, secondo quanto si apprende, nell’ultima ispezione Aia (Autorizzazione integrata ambientale) fatta nel dicembre scorso, parte dell’installazione risultava ancora posta sotto sequestro e, rispetto a quanto autorizzato, risultava attiva soltanto la linea 1 ovvero quella di “selezione, riduzione volumetrica e raffinazione per il trattamento di rifiuti ingombranti”. La società è autorizzata alla selezione, cernita e pressatura di rifiuti come carta, plastica e multimateriale, alla riduzione volumetrica e raffinazione, anche al fine della cessazione della qualifica di rifiuto, come legno, scarti tessili, ingombranti, imballaggi in vetro e scarti da selezione, messa in sicurezza e presmontaggio di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi e recupero di metalli ferrosi, non ferrosi e rifiuti misti. Sono in corso da parte dei tecnici dell’Arpa, l‘Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Puglia, verifiche sui possibili impatti degli inquinanti che si potrebbero essere sprigionati dalle fiamme. I controlli dell’Arpa si concentrano anche sulle cosiddette reti fisse ovvero le centraline di rilevamento degli agenti inquinanti che sono sparse nella zona. Fino a quando però il rogo non sarà spento e l’area non sarà messa in sicurezza “non sarà possibile stabilire gli effetti sul suolo né cosa è andato bruciato per cui saranno necessari gli esiti delle analisi scientifiche”, riferiscono fonti dell’Arpa secondo cui comunque, gli spostamenti degli “inquinanti aerodispersi dipenderanno anche dal meteo e dai venti”. I tecnici Arpa sono in contatto con i sindaci di Bitetto e Palo del Colle che potrebbero firmare ordinanze a tutela della salute pubblica. Per farlo, sarà necessario attendere il completamento delle indagini e la messa in sicurezza dell’area.








