La vicenda della bandiera della Palestina rimossa per il passaggio del Giro d’Italia a Putignano è diventata un caso. Dopo la denuncia social fatta da due giovani, e la condanna arrivata da più parti, arrivano i chiarimenti della Questura di Bari. “Poco prima del passaggio dei ciclisti, personale impiegato nei servizi, avendo ricevuto segnalazione di un certo fermento da parte di alcuni cittadini per l’esposizione di una bandiera palestinese sul balcone del sesto piano di una palazzina, ha interloquito con il proprietario dell’appartamento, invitandolo a valutare l’opportunità di rimuovere il vessillo”, fanno sapere in una nota. “L’uomo, spontaneamente, ha ripiegato la bandiera, comprendendo la situazione. Non vi è stato alcun ordine formale da parte degli operatori di polizia nei confronti del proprietario dell’appartamento, che peraltro non è stato formalmente identificato”.
Così, quindi, la Questura di Bari interviene dopo le polemiche politiche nate a seguito di un post apparso nella su una pagina Facebook, “in cui un familiare, al momento dei fatti all’estero, stigmatizzava un episodio avvenuto nel pomeriggio del 13 maggio a Putignano – continuano dalla Questura – allorché il proprio genitore avrebbe tolto dal balcone di casa una bandiera palestinese”.
L’uomo – continua la Questura – “contattato nella giornata odierna, non ha manifestato particolare contrarietà per quanto accaduto, dispiaciuto per l’evento ha confermato di non aver subito alcuna imposizione”. “A conferma del generale atteggiamento tenuto dalle forze di polizia, si precisa – conclude la Questura – che nel corso della medesima giornata, in occasione della partenza del giro da Alberobello, un gruppo di appartenenti a movimenti pacifisti ha liberamente esposto striscioni contro il genocidio a Gaza e bandiere della pace e palestinesi nel pieno rispetto della libertà di manifestazione del pensiero, coniugata con la sicurezza dell’evento”.
Anche il sindaco di Putignano, Michele Vinella, torna sulla vicenda. Dopo aver sentito le due parti – la Questura e la famiglia Mirizzi – precisa: “Entrambe le versioni combaciano: qualche minuto prima del passaggio delle bici, alcuni agenti della Polizia di Stato si sono recati presso l’abitazione della famiglia Mirizzi chiedendo di valutare l’opportunità di esporre o meno la bandiera durante il passaggio del Giro. Tutto questo senza identificazioni né tanto meno coercizioni. La motivazione è stata di ordine pubblico, e presumo derivi dal fatto che il 6 maggio il ministero dell’Interno aveva inviato una nota alle Questure e ai Comuni oggetto del Giro sulla possibilità di contestazioni durante il percorso a causa della partecipazione di alcuni atleti di nazionalità israeliana”. Il primo cittadino poi aggiunge: “Credo poi che i ragazzi della mia città e di tutta l’Italia abbiano il compito e il dovere di fare luce su quanto sta accadendo in Palestina in questi mesi, e ormai da anni. Credo quindi che l’opinione pubblica tutta debba continuare a intervenire affinché le istituzioni internazionali intervengano e fermino quanto prima il genocidio in corso. Ritengo che tutto questo sia doveroso in un Paese democratico come l’Italia e quindi anche a Putignano, nella mia città, dove ci saranno sempre un sindaco e un’amministrazione pronti a difendere la libertà di espressione”.








